21 gennaio 2019

Attacco contro il contingente dell’ONU in Mali

Attaccata domenica 20 gennaio una base della missione ONU nel Mali, ad Aguelhoc, nel Nord del Paese, a circa duecento chilometri dal confine con l’Algeria. Sono 10 i caschi blu uccisi e circa 25 i feriti; tutti sono militari provenienti dal Ciad. L’azione armata è stata rivendicata da al-Qaida nel Maghreb islamico (AQIM), e secondo quanto riportato da alcune agenzie di stampa sarebbe una risposta alla contemporanea visita del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in Ciad.  Numerosi miliziani si sono avvicinati all’obiettivo nella mattinata di domenica a bordo di automobili e moto e hanno aperto il fuoco.  Nello scontro armato che ne è seguito sono morti anche alcuni jihadisti. La missione MINUSMA (United Nations Multidimensional Integrated Stabilization Mission in Mali) a cui appartenevano i militari del Ciad è attiva dalla primavera del 2013 per sostenere il processo politico di transizione e aiutare la stabilizzazione del Mali. Sono presenti circa 12.500 soldati, provenienti da diversi Paesi, principalmente africani; è la missione che ha avuto più perdite fra quelle in corso. Sono infatti morti 160 caschi blu di cui almeno 100 nel corso di attacchi armati. Il conflitto in Mali, originato dalle istanze separatiste del Nord musulmano e dal fondamentalismo, ha raggiunto il suo apice nel 2012 quando le milizie jihadiste hanno assunto il controllo di una grande parte di territorio; una situazione contrastata con successo prima dall’intervento francese (SERVAL), poi dalla presenza dei contingenti inviati dall’ONU (MINUSMA). Nonostante gli accordi di pace del 2015, la violenza viene continuamente alimentata da rivalità etniche e dal persistente attivismo fondamentalista, che vede la presenza di gruppi legati ad al-Qaida e di altri che fanno riferimento allo Stato islamico (IS). In questo contesto, la violenza si sta diffondendo anche nella zona centrale del Paese e il Mali non riesce a riconquistare stabilità e sicurezza.

 

Crediti immagine: MINUSMA [CC BY 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/3.0)], attraverso Wikimedia Commons

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