2 gennaio 2019

Brasile, si è insediato Jair Bolsonaro

Jair Bolsonaro si è insediato il 1° gennaio come trentottesimo presidente del Brasile, nella sede del Parlamento, giurando insieme al suo vice, il generale Hamilton Mourão, davanti al presidente del Senato Eunício Oliveira.  Una cerimonia solenne, che segue alla vittoria al ballottaggio del 28 ottobre contro il candidato della sinistra Fernando Haddad; una svolta storica in Brasile e nell’equilibrio geopolitico globale.

Bolsonaro si è mostrato nelle forme e nei contenuti in forte continuità con la sua campagna elettorale: un esplicito richiamo ai valori conservatori, la sottolineatura del carattere non ideologico e partitico del suo mandato, il riferimento al liberismo in economia e al tema dell’ordine pubblico e della legalità. Si prospetta una svolta radicale rispetto al ‘socialismo’ degli ultimi anni: un cambiamento che è però anche un ritorno al passato. Coerente con questo indirizzo è la formazione del nuovo governo composto da ventidue ministri, di cui solo sette sono ‘politici’, mentre otto sono i tecnici e sette i militari. Nel governo due donne, Damares Alvez, pastora evangelica, responsabile del ministero per la Famiglia, la Donna e i Diritti umani, e Tereza Cristina, produttrice di soia, e nuovo ministro dell’Agricoltura. Tra le figure di spicco, si segnala soprattutto Sergio Moro, giudice che ha condotto l’inchiesta anticorruzione Lava Jato e contribuito alla condanna di Lula, che è il nuovo ministro della Giustizia e dell’Interno. Tra gli altri spiccano il liberista Paulo Guedes all’Economia, considerato legato alla cosiddetta scuola di Chicago, ed Ernesto Araújo, diplomatico di carriera e ammiratore di Donald Trump, che si occuperà della politica estera.

Sull’orientamento geopolitico del nuovo Brasile ci sono molti interrogativi e alcuni punti fermi: l’amicizia con Israele (Benjamin Netanyahu ha partecipato alla cerimonia di insediamento), un rinnovato legame con gli Stati Uniti di Donald Trump, la diffidenza verso la Cina, l’ostilità verso Maduro e l’attuale governo venezuelano. Molte sono le incognite che discendono dall’avere un esponente della destra populista alla guida di uno dei Paesi più popolosi e importanti del mondo: Bolsonaro inizia il suo viaggio tra l’entusiasmo dei suoi sostenitori ma anche tra le preoccupazioni di una parte della società brasiliana, a cui ha fatto appello Lula dal carcere, che teme una deriva autoritaria.

 

Crediti immagine: Marcos Brandão/Senado Federal [CC BY 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/2.0)], via Wikimedia Commons

0