16 gennaio 2019

Brexit, la Camera dei Comuni boccia la proposta di accordo con l’UE

L’accordo sulla Brexit raggiunto a novembre tra Theresa May e l’Unione Europea è stato bocciato dalla Camera dei Comuni martedì 15 gennaio con 432 voti contrari e solo 202 favorevoli. Le dimensioni della sconfitta sono nette: 118 deputati conservatori hanno votato contro l’accordo. Gli scenari che si aprono sono molto complessi soprattutto in relazione al poco tempo che rimane per superare in una direzione o nell’altra lo stallo attuale. La Gran Bretagna, infatti, salvo poco probabili dilazioni, si separerà automaticamente dall’Unione Europea alla mezzanotte del 29 marzo. La possibilità di una Brexit senza accordi non è a questo punto troppo remota.

Theresa May non si dimette, auspica di proseguire la sua esperienza di governo e di attuare la Brexit attraverso una nuova proposta di accordo. Il voto parlamentare ha però indebolito la sua posizione e il leader laburista Jeremy Corbyn ha presentato una mozione di sfiducia che verrà subito discussa. In caso di crisi di governo, è possibile che si vada rapidamente a nuove elezioni, dall’esito incerto. Resta improbabile ma non impossibile l’ipotesi di un nuovo referendum, che una parte dell’opinione pubblica vorrebbe ma che non trova molti consensi a livello parlamentare; lo stesso Corbyn mette al centro della sua azione la caduta del governo e nuove elezioni ma non auspica un ripensamento sulla Brexit. La possibilità di un nuovo accordo con l’Unione Europea resta aperta, ma i margini sono stretti, come si evince dalle dichiarazioni del presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani e del presidente della Commissione UE Jean-Claude Juncker.

 

Crediti immagine: photocosmos1 / Shutterstock.com

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