26 marzo 2019

Continue tensioni tra Israele e Hamas

Di nuovo venti di guerra tra Israele e Hamas: lunedì 25 marzo un razzo lanciato da Gaza ha colpito una casa di Mishmeret, una fattoria agricola nella piana di Sharon, a nord-est di Tel Aviv, provocando il ferimento di sette persone, tra cui alcuni bambini. Immediata la risposta dell’esercito israeliano che nel pomeriggio ha lanciato alcuni attacchi contro obiettivi legati ad Hamas, organizzazione ritenuta responsabile del lancio del razzo. Colpito anche l’ufficio del leader di Hamas Ismail Haniyeh, nel rione Nasser di Gaza; Haniyeh non si trovava in quel momento nell’edificio. In risposta all’offensiva dell’aviazione israeliana nella serata dalla Striscia di Gaza sono stati lanciati contro Israele altri razzi che non hanno provocato vittime, ma hanno contribuito a tenere alta la tensione. L’evolversi della situazione ha sollecitato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, in missione negli Stati Uniti, ad accelerare i tempi del suo rientro in patria.

La visita ha rappresentato un grande successo per Netanyahu, in questo momento in difficoltà sul fronte interno, perché colpito da diverse accuse di corruzione proprio alla vigilia delle elezioni di aprile. Ma l’appoggio molto deciso di Donald Trump ne rafforza la posizione; il riconoscimento della sovranità israeliana sulle Alture del Golan ufficializzato durante la visita dagli Stati Uniti rappresenta un indubbio successo diplomatico a lungo perseguito da Israele. Le Alture del Golan appartenevano alla Siria e sono state occupate durante la guerra del 1967 e mai restituite; nonostante il rifiuto dell’ONU (e degli Stati Uniti fino adesso) di riconoscere la legittimità dello status quo, l’area è stata annessa unilateralmente ad Israele nel 1981. La mossa di Trump scuote gli equilibri regionali e provoca forti reazioni, soprattutto da parte della Siria, della Russia e dei palestinesi. Gli Stati Uniti si muovono nell’area senza concordare le loro azioni con l’Europa e con le Nazioni Unite, sostenendo con forza Israele e cercando di contrastare l’influenza iraniana nell’area anche con posizioni non condivise dai tradizionali alleati. Il futuro della Siria, che forse sta uscendo dal periodo più acuto della guerra civile e dell’insorgenza fondamentalista, dovrà misurarsi anche con la difficile controversia sulla sovranità di questo territorio conteso.

 

Immagine: Fortezza di Nimrod, Alture del Golan (10 maggio 2011). Crediti: Adam Jones. Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0), attraverso www.flickr.com

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