22 marzo 2019

Crisi diplomatica tra Turchia, Australia e Nuova Zelanda per la strage di Christchurch

Crisi diplomatica tra Turchia, Australia e Nuova Zelanda dopo le dure parole pronunciate da Recep Tayyip Erdoğan durante un comizio della campagna elettorale per le elezioni amministrative, in relazione alla strage delle due moschee a Christchurch. Il presidente turco ha fatto riferimento alla sparatoria come parte di un piano di attacco complessivo contro l’islam e contro la Turchia, ha mostrato parte del filmato diffuso in streaming dal suprematista australiano Brenton Tarrant, e ha affermato che se la nuova Zelanda non lo punirà adeguatamente ci avrebbe pensato in un modo o nell’altro la Turchia; ha inoltre messo in guardia gli antimusulmani australiani che dovessero trovarsi in Turchia, avvertendo che sarebbero stati rimandati nel loro Paese «dentro le bare, come i loro nonni»; il riferimento è alla battaglia di Gallipoli, sanguinoso episodio della Prima guerra mondiale nel quale persero la vita ottomila australiani, che ha un posto di rilievo nella memoria collettiva del Paese. Immediate le reazioni alle parole di Erdoğan che sembrano voler sfruttare una tragedia per attirare consensi elettorali; il primo ministro australiano Scott Morrison, dopo aver convocato l’ambasciatore turco, ha definito le affermazioni del presidente turco «sconsiderate» e «altamente offensive», soprattutto in un momento così delicato. La premier neozelandese Jacinda Ardern ha annunciato che invierà il vice primo ministro e ministro degli Esteri Winston Peters in Turchia per mettere le cose in chiaro direttamente con i vertici turchi, dopo aver condannato la diffusione delle immagini della strage che non fanno altro che esacerbare gli animi e alimentare reazioni a catena.

 

Immagine: Recep Tayyip Erdoğan (9 agosto 2016). Crediti: President of Russia (http://en.kremlin.ru/catalog/persons/122/events/52673/photos/45186). Creative Commons Attribution 4.0 International

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