30 ottobre 2019

Dilaga la violenza fondamentalista in Burkina Faso

Sono 16 le vittime degli attacchi terroristici in Burkina Faso perpetrati sabato 26 e domenica 27 ottobre nel villaggio di Pobe-Mengao, nella provincia di Soum, nel Nord del Paese, a poca distanza dal confine con il Mali. Secondo le fonti locali, nella serata di sabato un gruppo armato, di probabile ispirazione jihadista, ha occupato il villaggio, che si trova a circa 200 km dalla capitale Ouagadougou, e ha provato a costringere gli abitanti ad unirsi alla loro milizia, con la minaccia di rapire in caso di rifiuto i bambini. Gli abitanti si sono opposti ed è scattata la rappresaglia del gruppo armato che ha sequestrato diversi residenti e saccheggiato i negozi. I corpi senza vita di 11 persone che erano state rapite sono stati trovati domenica mattina, a poca distanza da Pobe-Mengao, lungo una strada. Molti abitanti terrorizzati hanno cercato di allontanarsi dirigendosi verso il capoluogo della provincia Djibo. Il gruppo armato è tornato comunque domenica 27 ad assalire il villaggio, sparando e seminando il terrore; il numero delle vittime è salito a 16. Il Burkina Faso, uno dei Paesi più poveri del mondo, è oggetto dal 2014 di una crescente offensiva di gruppi terroristi di ispirazione jihadista, alcuni dei quali direttamente legati ad al-Qaida e allo Stato islamico. Tra i gruppi più attivi Ansar ul Islam, ISIS in the Greater Sahara e Jama’at Nusrat al-Islam wal Muslimin (JNIM, Gruppo di sostegno all’islam e ai musulmani) in cui è confluito al-Qaida nel Maghreb islamico (AQIM). Secondo diversi analisti, il progetto degli islamisti, che hanno la loro roccaforte nella regione settentrionale del Mali, è quello di espandere l’influenza fondamentalista in tutta l’area del Sahel, in quella fascia strategica a sud del Sahara, che va dall’Atlantico al Mar Rosso. A questa espansione si oppone la forza antiterrorismo G5 Sahel, un’unità speciale sovranazionale composta complessivamente da 5.000 militari, a cui partecipano Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania e Niger. Uno sforzo unitario che finora non sembra però in grado di fermare l’espansione del fenomeno. Il Burkina Faso sembra in forte difficoltà, anche per le precarie condizioni di comunicazione tra le diverse aree del Paese; le opposizioni attaccano il governo perché non riesce ad arginare la violenza. Negli ultimi anni ci sono stati circa 600 morti in episodi in qualche modo collegati all'insorgenza fondamentalista e 500.000 persone hanno abbandonato le loro abitazioni.

 

Immagine: Campagna del Burkina Faso (18 settembre 2014). Crediti: US Mission to the United Nations Agencies [Attribution-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-ND 2.0)], attraverso www.flickr.com

0