10 aprile 2019

Elezioni in Israele: conferma di Netanyahu

Dopo le elezioni parlamentari, Israele si avvia verso un quinto mandato affidato a Benjamin Netanyahu, che supera così il difficile momento causato dalle accuse di corruzione che lo avevano investito negli ultimi mesi. Il Likud è il primo partito con il 29% dei voti e 35 seggi in Parlamento (Knesset); il partito di Natanyahu ottiene solo un lievissimo vantaggio sui centristi di Blu e Bianco guidati da Benny Gantz che raggiungono nella loro prima prova elettorale 35 seggi. Sebbene i due primi partiti siano appaiati, la coalizione di destra del primo ministro conquista 65 dei 120 seggi della Knesset. Netta sconfitta dei laburisti, che ottengono il risultato peggiore della loro storia con circa il 5% dei voti (6 seggi); una disfatta che costringerà il partito a ripensarsi. Arretrano anche i partiti arabi, che si sono presentati divisi e che ottengono complessivamente 10 seggi. Grande e comprensibile la soddisfazione esibita da Netanyahu: il Likud ha incrementato il suo consenso elettorale contenendo l’avanzata della temibile lista di centro che schierava molti generali e personalità popolari, alcune delle quali avevano collaborato con Netanyahu in passato. Anche le accuse di corruzione, che lo colpivano personalmente, non hanno condizionato troppo una tornata elettorale in cui il confronto è stato fra centro e destra con l’evaporazione della sinistra. Netanyahu si prepara così a diventare nel corso del 2019, con il suo quinto mandato, il primo ministro più longevo della storia di Israele, superando Ben Gurion.

 

Immagine: Benjamin Netanyahu (22 ottobre 2015). Crediti: U.S. Department of State from United States [Public domain], attraverso commons.wikimedia.org

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