5 dicembre 2019

Espulsi dalla Germania due diplomatici russi per il caso Khangoshvili

La Germania ha annunciato l’espulsione di due diplomatici russi sospettati di essere coinvolti nell’omicidio di Zelimkhan Khangoshvili, esule ceceno con cittadinanza georgiana. I pubblici ministeri che si occupano dell’inchiesta ipotizzano che dietro il delitto ci siano le autorità statali russe o la Repubblica cecena autonoma, parte della Federazione russa. I sospetti si basano anche sull’arresto, avvenuto nell’immediatezza del delitto, di un cittadino russo che si è rifiutato di collaborare alle indagini. Khangoshvili aveva quarant’anni ed era originario di Pankisi, una regione della Georgia orientale, dove vive una grande comunità cecena, di cui faceva parte. Era quella la sua vera identità nazionale, pur avendo sempre mantenuto la cittadinanza georgiana; alla fine degli anni Novanta era andato in Cecenia, dove aveva combattuto nella guerriglia contro le forze russe, comandando un’unità paramilitare. In seguito, sembra abbia partecipato con le unità georgiane anche alla breve guerra nell’Ossezia del Sud sempre contro i russi. Accusato dalla Russia di terrorismo, era sfuggito a un attentato alla sua vita in Georgia, nel 2015, in seguito al quale si era rifugiato in Germania, dove aveva chiesto e ottenuto asilo. Viveva a Berlino, con una falsa identità, perché temeva per la sua vita; venerdì 23 agosto è stato ucciso con un colpo di pistola in pieno giorno, mentre attraversava il parco Kleiner Tiergarten per recarsi alla moschea per la preghiera del venerdì. Sospetti per il coinvolgimento di autorità russe in casi simili non sono nuovi; suscitò un grande clamore il tentato omicidio dell’ex agente segreto russo Sergej Skripal  nel 2018 a Salisbury, in Inghilterra. Del resto nel 2006 il governo russo autorizzò operazioni all’estero contro persone considerate una minaccia terroristica per il Paese anche se nessuna azione di questo tipo è stata mai riconosciuta formalmente dalle autorità. Angela Merkel ha sottolineato che un corretto comportamento da parte russa comporterebbe una collaborazione attiva nelle indagini. Da Mosca invece, rifiutano ogni addebito e il ministero degli Esteri ha dichiarato che l’espulsione dei diplomatici è un atto ostile e ci sarà una risposta “simmetrica”.

 

Immagine: La Porta di Brandeburgo, Berlino, Germania (25 novembre 2009). Crediti: Eric Pancer [Creative Commons Attribution 3.0], attraverso en.wikipedia.org

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