3 ottobre 2019

Giovani in piazza in Iraq contro la corruzione e la disoccupazione

Esplode la protesta in Iraq contro il governo di Adel Abdul Mahdi accusato di non riuscire ad estirpare la corruzione e di non essere capace di dare risposte alle diffuse difficoltà economiche e alla disoccupazione. Manifestazioni si sono svolte in diverse città martedì 1° ottobre; l’epicentro della protesta a Baghdad, dove si sono registrati violenti scontri tra i manifestanti e le forze di sicurezza, con un bilancio di almeno tre morti e duecento feriti. Scontri violenti anche a Nassiria, nel Sud del Paese. Nell’estate 2018 si era sviluppato un movimento analogo, che aveva provocato disordini e tensioni nella città meridionale di Bassora. La protesta questa volta è partita dalla capitale, con un raduno pacifico lunedì 30 settembre. Il giorno successivo la situazione è degenerata in scontri e violenze. L’alto numero di feriti è dovuto all’uso di proiettili di gomma, granate stordenti, gas lacrimogeni e cannoni ad acqua; sono gli strumenti utilizzati dalla polizia per indurre i manifestanti a disperdersi. Nel movimento di protesta giocano un ruolo importante i giovani, soprattutto laureati senza un impiego adeguato e studenti universitari che non vedono prospettive. L’esecutivo di Adel Abdul Mahdi, nato dal compromesso fra i due maggiori schieramenti di ispirazione sciita, appare in questo momento particolarmente fragile. La popolazione lamenta il persistere del fenomeno della corruzione, diffuso soprattutto fra i funzionari pubblici, che ostacola lo sviluppo e impedisce la modernizzazione del Paese. Dalla caduta del regime di Saddam Hussein nel 2003 sono stati sottratti 450 miliardi di dollari di fondi pubblici, una cifra enorme che rappresenta il doppio del PIL iracheno. Il governo ha attribuito le violenze a gruppi di provocatori infiltrati e ha assicurato che ci sarà un’inchiesta sul comportamento delle forze dell’ordine. Provvedimenti saranno inoltre presi a favore dell’occupazione, istituendo l’obbligo per le imprese straniere di assumere una percentuale del 50% di manodopera locale.  

 

Immagine: Da sinistra, il vicesegretario di Stato statunitense John Sullivan e Adel Abdul Mahdi a Baghdad, Iraq (14 ottobre 2018). Crediti: U.S. Department of State [State Department Photo / Public Domain], attraverso www.flickr.com

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