30 maggio 2019

Il Pentagono e l’acquisto di munizioni russe

Il Pentagono ha pubblicato su un sito del governo una richiesta per l’acquisto di munizioni per armi russe che non sono naturalmente in dotazione della NATO; l’elenco comprende cartucce per le pistole Tokarev e Makarov, i fucili d’assalto Kalashnikov, le mitragliatrici PKM, PKT, DShK e YakB. La notizia appare piuttosto sorprendente e arriva poche settimane dopo le pressioni fatte a diversi Paesi, tra cui soprattutto la Turchia, per sollecitarli a non acquistare armamenti dalla Russia. Gli Stati Uniti, per ritorsione all’acquisto di sistemi missilistici da difesa S-400 prodotti dalla Russia, hanno sospeso la vendita di cento F35-A e F-35 B alla Turchia. Donald Trump aveva chiesto a gennaio al presidente turco Recep Tayyp Erdoğan di rompere il contratto stipulato con la società russa Rosoboronexport nel 2017 per l’acquisto degli S-400, proponendo in alternativa la fornitura di sistemi missilistici da difesa Patriot. L’offerta americana, che in realtà non si presentava sotto il profilo economico particolarmente vantaggiosa, era stata rifiutata dalla Turchia provocando aspre polemiche e la sospensione delle previste forniture dei caccia da combattimento. In questo contesto colpisce l’iniziativa del Pentagono anche se l’accostamento tra i due processi è più apparente che reale. Infatti, la portata economica dell’acquisto di munizioni sarebbe comunque limitata; rimane sicuramente il mistero sul loro utilizzo. Fonti russe ipotizzano che potrebbero servire durante le esercitazioni oppure essere cedute a milizie irregolari vicine agli Stati Uniti, che sono spesso dotate, per motivazioni contingenti, di armi leggere di fabbricazione russa. Ad esempio, diverse formazioni di ribelli siriani, che combattono contro il regime di Assad, utilizzano questo tipo di armamenti. In un comunicato la società statale russa per la difesa Rostekh ha precisato, in merito all’annuncio del Pentagono, che le aziende russe non venderanno munizioni originali agli Stati Uniti in presenza delle restrizioni sanzionatorie imposte dagli americani. 

 

Crediti immagine: Cristian Santinon. Attribution-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-ND 2.0), attraverso www.flickr.com

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