3 giugno 2019

In Bosnia incendio in un campo profughi

Un incendio in un campo profughi in Bosnia ha provocato secondo le prime stime almeno 29 feriti, mettendo in ulteriore evidenza le difficoltà che il Paese sta vivendo nel confrontarsi con i flussi migratori.  I migranti sono stati ricoverati negli ospedali della zona poiché hanno riportato ustioni, ma anche ferite che si sono procurati saltando dalle finestre per mettersi in salvo. L’incendio è scoppiato, probabilmente a causa di una disattenzione degli ospiti, nelle prime ore di sabato 1° giugno nel centro di accoglienza a Velika Kladuša, nel Nord-Ovest della Bosnia ed Erzegovina, al confine con la Croazia. Episodi analoghi si erano verificati nelle scorse settimane; tre migranti sono morti in un incendio causato da una candela, un altro è precipitato da un palazzo dove si era rifugiato, un uomo si è dato fuoco per la disperazione. La condizione di profughi e migranti in Bosnia è veramente drammatica: in un documento dal titolo emblematico (Spinti ai margini: violenza e abusi contro i rifugiati e i migranti lungo la rotta balcanica), Amnesty International ha denunciato nel marzo 2019 la situazione in cui vivevano 5500 uomini, donne e bambini nell’area di confine con la Croazia, presso Bihać e Velika Kladuša: «La Bosnia ed Erzegovina non è in grado di offrire loro protezione o condizioni di vita adeguate. Nei campi improvvisati mancano igiene, acqua calda e cure mediche e il cibo è insufficiente».

La Bosnia è un Paese di transito di migranti provenienti principalmente da Pakistan, Afghanistan, Iraq e Iran che vogliono cercare di raggiungere altri Paesi europei. Le politiche di frontiera di Ungheria, Slovacchia e Croazia hanno incrementato i movimenti migratori che attraversano la Bosnia; così questo Paese si è trovato a fronteggiare un flusso di 23.000 persone nel 2019, creando una situazione che, nonostante gli aiuti dell’Unione Europea, sta diventando insostenibile, sia per le condizioni di vita dei migranti stessi sia per le ripercussioni interne al Paese, che si regge su un difficile e complesso equilibrio tra le sue comunità (bosniaca, serba e croata).

 

Immagine: Profughi siriani che attraversano il confine tra Ungheria e Austria diretti in Germania, Ungheria ed Europa centrale (6 settembre 2015). Crediti: Mstyslav Chernov [CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)], attraverso Wikimedia Commons