12 aprile 2019

Julian Assange arrestato a Londra

Julian Assange è stato portato fuori di peso dall’ambasciata dell’Ecuador a Londra ed è stato arrestato dalla polizia britannica dopo che il presidente ecuadoriano Lenín Moreno gli ha revocato l’asilo politico per una serie di ragioni, che vanno dalle interferenze nei rapporti tra l’Ecuador e altri Stati a comportamenti non più tollerabili all’interno dell’edificio diplomatico. Assange si trovava all’interno dell’ambasciata dal 2012, da quando cioè aveva deciso di rifugiarvisi per sottrarsi a un mandato di comparizione relativo ad accuse di stupro e di molestie sessuali avvenuti in Svezia, pratiche poi archiviate. Ma per il quarantasettenne australiano fondatore di Wikileaks, il vero problema è ora la richiesta di estradizione da parte degli Stati Uniti dove deve rispondere di pirateria informatica in collaborazione con Chelsea Manning, ex militare statunitense e attivista, per la divulgazione di materiale riservato relativo alle operazioni militari degli Stati Uniti in Iraq. Per questo tipo di reato, che non è stato rubricato come ‘spionaggio’, è prevista una detenzione fino a cinque anni, e non comporta quindi il rischio di pena di morte che potrebbe impedire l’estradizione, ma a questi capi d’accusa potrebbero sommarsi altre contestazioni nel corso del processo e aggravare anche pesantemente la situazione.  La controversa figura di Assange, così come le modalità del suo arresto, dividono l’opinione pubblica e Reporters sans Frontière ha dichiarato che l’arresto di Assange rappresenta una misura punitiva e un pericoloso precedente per tutti i giornalisti.

 

Immagine: Julian Assange a Londra, Regno Unito (18 agosto 2014). Crediti: Foto di David G. Silvers. Cancillería del Ecuador. Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0), attraverso www.flickr.com

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