25 novembre 2019

La morte della ‘Mimo’ e della fotografa Albertina Martinez Burgos in Cile

Il collettivo cileno Ni Una Menos ha denunciato la responsabilità dei militari nella morte di Daniela Carrasco, l’artista di strada trentaseienne nota con il soprannome La Mimo, trovata impiccata a una recinzione del parco alla periferia di Santiago poco più di un mese fa. La donna, il cui volto truccato da clown è diventato ben presto il simbolo del movimento di protesta che attraversa le piazze ormai da più di un mese, secondo il collettivo femminista è stata vista l’ultima volta mentre veniva prelevata dalla polizia il 19 ottobre durante una manifestazione e sarebbe stata torturata e violentata fino a procurarne la morte e poi esposta come monito, per minare e scoraggiare l’impegno e la partecipazione dimostrati dalle donne nel movimento di protesta. Il suo caso è stato però archiviato come suicidio e non c’è in corso alcuna indagine sulla sua morte, anche perché secondo la versione ufficiale l’autopsia non ha rivelato segni di violenza e la famiglia non ha sporto denuncia, aspetto che però non è ritenuto determinante perché potrebbe avere subito delle intimidazioni.

La tragica fine di Daniela Carrasco, sebbene ancora tutta da chiarire, assume contorni più sospetti alla luce della morte di un’altra attivista, la fotografa Albertina Martinez Burgos, trovata senza vita il 21 novembre nella sua casa; non è ancora stata chiarita la dinamica dei fatti – alcune fonti non ufficiali parlano di segni di arma da taglio –, ma non sono stati ritrovati il suo computer e la sua macchina fotografica che dovevano contenere centinaia di immagini con cui aveva documentato le proteste delle scorse settimane.

 

Immagine: Manifestazione di protesta a Rancagua, Cile (20 ottobre 2019). Crediti: SrArancibbia [Creative Commons Atribución-CompartirIgual 4.0 Internacional], attraverso es.wikipedia.org

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