15 gennaio 2019

Lutto per la morte di Paweł Adamowicz, sindaco di Danzica

La Polonia è sotto shock e attraversata da una forte ondata di commozione per la brutale uccisione del sindaco di Danzica Paweł Adamowicz, accoltellato durante un evento di beneficenza in favore degli ospedali pediatrici. Manifestazioni spontanee e veglie si sono susseguite nelle principali città polacche alla notizia della sua morte, dopo un disperato tentativo di salvarlo con un’operazione durata diverse ore. Il suo assalitore, da poco uscito dal carcere per una condanna per rapina, aveva urlato di essere stato ingiustamente condannato e torturato nel periodo in cui l’ex partito di Adamowicz, Piattaforma civica, era al potere. Sindaco di Danzica dal 1998, europeista, difensore dei diritti dei LGBT, dei migranti e dei rifugiati, era considerato una figura di riferimento del movimento progressista ‒ e dei sindaci liberali di diverse città polacche, tra cui Varsavia ‒ che si oppone al Partito populista di Jarosław Kaczyński Diritto e giustizia (PiS). Si apre in Polonia e in Europa una riflessione sui toni della politica e del clima di odio che avvelena il confronto tra le opinioni. Lo stesso Adamowicz, con triste preveggenza, aveva in passato messo in evidenza  come il dibattito pubblico nel suo Paese fosse animato da un linguaggio brutale e dai toni aggressivi, sottolineando i rischi impliciti di questo clima e affermando che la violenza fisica è sempre preceduta e alimentata dalla violenza verbale. I fatti purtroppo gli hanno dato ragione.

 

Crediti immagine: Platforma Obywatelska RP from Polska [CC BY-SA 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)], via Wikimedia Commons

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