27 giugno 2019

Marija Pejčinović Burić segretaria generale del Consiglio d’Europa

Marija Pejčinović Burić, già ministro degli esteri della Croazia, è stata eletta segretaria generale del Consiglio d’Europa, superando nei consensi la candidatura del ministro degli esteri belga, Didier Reynders; subentrerà il 15 ottobre al norvegese Thorbjørn Jagland. Il Consiglio d’Europa, organo distinto da quelli dell’Unione Europea, fondato nel 1949 per favorire lo sviluppo economico e sociale dei Paesi europei e la stipula di accordi e convenzioni internazionali, comprende 47 Stati, di cui 28 fanno parte dell’Unione Europea; il voto che ha portato all’elezione di Pejčinović Burić è stato preceduto dalle polemiche relative al voto dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa che ha sancito la riammissione della delegazione russa – anche per scongiurare l’eventualità che questo Paese abbandonasse definitivamente il Consiglio d’Europa, come ipotizzato da Putin – permettendo così ai russi di partecipare all’elezione del nuovo segretario generale. La delegazione russa era stata sanzionata dal Consiglio d’Europa, con la revoca del diritto di voto, dopo l’annessione della Crimea nel 2014 e la Russia in risposta aveva cessato di versare il proprio contributo economico, cosicché è ora debitrice del Consiglio d’Europa per diversi milioni di euro. La decisione di revocare le sanzioni ha provocato una dura reazione da parte della delegazione ucraina, che ha parlato di “tradimento” e ha annunciato che sospenderà la propria partecipazione alle attività dell’Assemblea, se non per votare eventuali sanzioni nei confronti della Russia.

 

Immagine: Marija Pejčinović Burić (7 settembre 2017). Crediti: EU2017EE Estonian Presidency [CC BY 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/2.0)], attraverso Wikimedia Commons

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