17 ottobre 2019

Mattarella in visita negli Stati Uniti

Il presidente Sergio Mattarella si è recato negli Stati Uniti per una visita ufficiale; ai colloqui nella stanza ovale è poi seguita una conferenza stampa congiunta in cui, nonostante Donald Trump abbia sottolineato i rapporti «mai così amichevoli» con l’Italia non sono mancati i punti di frizione. Primo argomento in agenda i dazi per 7,5 miliardi di dollari che gli Stati Uniti sono stati autorizzati dal WTO a imporre sulle esportazioni dall’Unione Europea come risarcimento per i finanziamenti europei illegali ad Airbus. Mattarella ha auspicato un approccio collaborativo, che possa fermare l’escalation delle ritorsioni: nel 2020 è infatti attesa la sentenza sul caso assai simile che riguarda la statunitense Boeing, il cui esito potrebbe portare all’imposizione di nuovi dazi, questa volta a carico degli Stati Uniti da parte dell’Europa, in una spirale di ritorsioni che non gioverebbe a nessuno. Poche aperture su questo punto da parte di Trump, che parla di legittimo «risarcimento», se non generiche promesse di valutare con attenzione il capitolo riguardante l’Italia, forse ritenendo di avere già agevolato il nostro Paese, ‘salvando’ dai dazi prodotti importanti come il prosciutto di Parma, i vini e la mozzarella. Trump ha poi toccato diversi altri argomenti: ha rimproverato l’Italia per lo scarso impegno economico nella NATO, a cui contribuisce con l’1,2% del PIL invece che con il 2%, che sarebbe comunque troppo poco; uno scontento solo in parte compensato dal recente acquisto di 90 nuovi F35. Mattarella da parte sua ha ricordato che l’Italia è il quinto contributore NATO e il secondo in quanto a forze e numero di militari destinati alle missioni dopo gli Stati Uniti. Sotto le domande pressanti dei giornalisti durante la conferenza stampa sono stati toccati altri temi, come il Russiagate, e naturalmente quello scottante della Siria, con Trump che ha negato di aver dato via libera alla Turchia e ha tenuto a sottolineare che i Curdi non sono angeli, che il PKK (Partîya Karkerén Kurdîstan) è peggio dell’ISIS e che si tratta di una guerra che non riguarda gli Stati Uniti. Mattarella non è entrato nel merito delle affermazioni del presidente statunitense, ma ha ribadito con fermezza la posizione italiana di netta condanna dell’offensiva turca.

 

Immagine: Da sinistra, Donald Trump e Sergio Mattarella alla Casa Bianca (16 ottobre 2019). Crediti: Official White House Photo by Joyce N. Boghosian [Public Domain Mark 1.0], attraverso www.flickr.com

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