25 giugno 2019

Mohamed Ould Ghazouani nuovo presidente della Mauritania

In Mauritania Mohamed Ould Ghazouani, il delfino del presidente uscente Mohamed Ould Abdel Aziz, ha vinto le elezioni che si sono svolte il 22 giugno ed è stato eletto presidente al primo turno, senza bisogno del ballottaggio, ottenendo il 52% delle preferenze. Nettamente staccato Biram Dah Abeid, attivista dei diritti umani e schierato nella lotta contro la schiavitù, con 18,58% dei voti; una percentuale quasi uguale a quella raccolta dall’ex primo ministro Sidi Mohamed Ould Boubacar, sostenuto dal principale partito islamista, che ha avuto il 17,87%. Il sessantaduenne Mohamed Ould Abdel Aziz ha sorpreso gli osservatori internazionali e l’opinione pubblica del Paese rinunciando a introdurre qualche emendamento che gli consentisse di ricandidarsi, dopo essere salito al potere in seguito a un colpo di Stato nel 2008 ed essere stato riconfermato nelle elezioni del 2009 e del 2014; la vittoria piuttosto prevedibile di Mohamed Ould Ghazouani, dato l’ampio sostegno da parte del partito di governo e dei media, lascia tuttavia supporre una linea di sostanziale continuità con la politica del leader uscente, che ha ottenuto buoni risultati soprattutto dal punto di vista dello sviluppo economico e della sicurezza. A Mohamed Ould Abdel Aziz si imputa però di non aver affrontato una grave manifestazione di ingiustizia esistente nel Paese, ovvero la persistenza di forme di schiavitù che costringono migliaia di persone delle comunità nere, principalmente di etnia harratin, nella condizione di ‘schiavi domestici’, sottoposti alle élites di origine arabo-berbera. Nonostante la schiavitù sia stata ufficialmente abolita nel 1981 e dichiarata reato penale nel 2007, rimane infatti una pratica tollerata. 


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