22 febbraio 2019

Mohammad bin Salman a Pechino

In un momento di difficoltà con l’Occidente per le critiche sollevate dal caso del giornalista dissidente Jamal Khashoggi, e per la gestione dell’intervento in Yemen, il principe ereditario dell’Arabia Saudita Mohammad bin Salman sta cercando di recuperare credibilità internazionale, attraverso un tour asiatico che lo ha portato in Pakistan, in India e in Cina. Il principe ereditario è arrivato a Pechino giovedì 21 febbraio, con l’obiettivo di consolidare un legame che si sta sviluppando negli ultimi anni molto positivamente. La Cina è attualmente il partner commerciale più importante dell’Arabia Saudita: nel 2018, le importazioni cinesi dall’Arabia Saudita hanno raggiunto i 46 miliardi di dollari. Gli ottimi rapporti economici tra i due Paesi influiscono anche su quelli politico-diplomatici. Già al vertice di Buenos Aires del G 20, Xi Jinping è stato uno dei pochi leader che si è fatto fotografare con bin Salman, a poche settimane dalla morte di Khashoggi. I due Paesi sono impegnati in ambiziosi piani di sviluppo: i cinesi stanno realizzando la Belt and Road Initiative (BRI), la cosiddetta Nuova Via della Seta, per lo sviluppo del commercio verso l’Africa e l’Europa, mentre i sauditi hanno da poco lanciato il progetto Saudi Vision 2030, volto a differenziare l’organizzazione della propria economia sottraendola ad un’eccessiva dipendenza dal petrolio. Le due iniziative potrebbero intrecciarsi. In generale il viaggio di bin Salman in Asia si configura come un successo, essendo peraltro riuscito a districarsi nel difficile momento delle relazioni tra l’India e il Pakistan. Le difficoltà diplomatiche dell’Arabia Saudita verranno forse rilette in futuro come un appannamento momentaneo; il presidente Donald Trump è stato accusato in un rapporto pubblicato dall’Organismo di vigilanza della Camera di progettare il trasferimento di tecnologie nucleari all’Arabia Saudita, che potrebbero anche essere utilizzate a scopi militari. Le accuse sulle violazioni dei diritti umani possono essere messe in secondo piano da interessi economici rilevanti e da ambizioni geopolitiche.

 

Crediti immagine: Archive: U.S. Secretary of Defense. Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0), attraverso www.flickr.com

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