6 settembre 2019

Papa Francesco in Mozambico, Madagascar e Mauritius

Papa Francesco ha intrapreso il suo viaggio apostolico in Africa che, dopo la prima tappa in Mozambico, dove è giunto nel tardo pomeriggio di mercoledì 4 settembre, lo condurrà anche in Madagascar e Mauritius. Il pontefice ha incontrato il presidente della Repubblica del Mozambico  Filipe Nyusi e le autorità locali e nel suo discorso ha posto al centro il tema imprescindibile della pace, che deve ritornare ad essere «la norma», e affermato il valore necessario della riconciliazione: un richiamo deciso a preservare e sviluppare ulteriormente il processo di pacificazione del Paese, che ha segnato una tappa fondamentale solo poche settimane fa grazie all’accordo per una permanente cessazione delle ostilità firmato da Nyusi e dal leader del movimento di opposizione Renamo (Resistência Nacional Moçambicana). La storia del Mozambico, che ha ottenuto l’indipendenza nel 1975, dopo secoli di dominio portoghese, è stata infatti segnata per decenni da una sanguinosa guerra civile tra il gruppo marxista-leninista Frelimo (Frente de Libertação de Moçambique), sostenuto dall’Unione Sovietica, e il Renamo, sostenuto invece da Rodesia, Sudafrica e Stati Uniti; gli accordi raggiunti nel 1992 a Roma, grazie anche a una mediazione italiana, non sono riusciti a eliminare le violenze, che sono riprese in particolare nel corso delle elezioni del 2014. Anche altri i temi toccati dal pontefice, dalla questione climatica e ambientale alla difesa delle risorse della Terra minacciate da una tendenza irresponsabile al saccheggio e alla depredazione. Poco prima di partire per il viaggio il pontefice ha incontrato alcuni rifugiati provenienti dai Paesi meta della sua visita, accolti dal Centro Astalli e dalla Comunità di Sant’Egidio, a conferma della sensibilità al tema dell’immigrazione, e durante l’incontro con i giornalisti ha anche avuto modo di commentare il libro di Nicolas Senèze, Comment l’Amérique veut changer de Pape, appena uscito e ricevuto in dono, che parla delle manovre che sarebbero state messe in atto contro di lui dai vescovi ultraconservatori e dai movimenti dell’estrema destra cattolica statunitense.

 

Immagine: Papa Francesco a Prato (10 novembre 2015). Crediti: Zebra48bo [CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)], attraverso commons.wikimedia.org

 


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