11 luglio 2019

Parlamentari di Hezbollah nella lista nera americana

Gli Stati Uniti hanno inserito due parlamentari libanesi legati ad Hezbollah nella lista nera delle persone sottoposte a sanzioni per attività legate al terrorismo. Si tratta di Amin Sherri e Muhammad Hasan Ra’d, accusati di favorire con il loro ruolo politico e istituzionale le attività violente dell’organizzazione. Nella lista pubblicata martedì 9 luglio dal dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, c’è anche Wafiq Safa, uno stretto collaboratore del segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah. L’inserimento nella lista comporta il divieto per cittadini e aziende degli Stati Uniti di avere relazioni commerciali con le persone indicate e mira a mettere in difficoltà le attività dei gruppi per finanziarsi. È la prima volta che vengono indicati dei parlamentari e la notizia scuote le fragili basi della politica libanese, fondata sugli accordi fra tutte le comunità e non su una dinamica classicamente liberaldemocratica tra governo e opposizione. Il paradosso di Hezbollah, condannata come organizzazione terroristica dagli Stati Uniti, da Israele e in modo meno netto e formale dall’Unione Europea e al tempo stesso forza istituzionale e di governo in Libano, rischia diventare una mina vagante. Il primo ministro sunnita Saad Hariri ha dichiarato che l’iniziativa degli Stati Uniti non avrà conseguenze sull’azione del governo libanese e non incrinerà il difficile equilibrio su cui si regge il suo mandato. Il presidente del Libano, il maronita Michel Aoun, si mostra propenso a una collaborazione con gli americani per l’accertamento della verità e delle eventuali responsabilità; Hezbollah e le altre componenti sciite, come Amal, guidata dal presidente del Parlamento Nabih Berri, considerano invece l’attivismo degli Stati Uniti come un’ingerenza.

 

Immagine: Saad Hariri (22 marzo 2019). Crediti: State Department photo by Ron Przysucha [Public Domain], attraverso www.flickr.com

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