21 aprile 2019

Pasqua di sangue in Sri Lanka

Più di 200 morti e 500 feriti; è questo il tragico bilancio, purtroppo destinato ad aggravarsi, della serie di attentati che hanno colpito la capitale dello Sri Lanka, Colombo, e le città di Negombo e Batticaloa alle 9 circa di questa mattina, le 6 in Italia. Obiettivo degli attacchi, sei dei quali avvenuti quasi in simultanea, sono stati alcuni hotel di lusso e chiese, in quelle ore gremite per celebrare i riti della Pasqua. Tra le vittime anche diversi turisti stranieri. La Farnesina, attraverso l’unità di crisi, è al lavoro per verificare l’eventuale presenza di cittadini italiani tra le vittime e i feriti.

Sebbene non vi sia al momento alcuna rivendicazione, secondo quanto dichiarato da fonti governative la principale pista investigativa riguarderebbe il terrorismo di matrice religiosa. Il ministro della Difesa, Ruwan Wijewardene, ha dato notizia dei primi arresti di persone sospette, senza però fornire ulteriori dettagli. È difficile, secondo quanto dichiarato da fonti di polizia, affermare con certezza chi siano i responsabili degli attacchi ora che le indagini sono ancora in corso.

Della presenza di una imminente minaccia terroristica pare però che le autorità del Paese fossero informate già da qualche tempo, come dimostrerebbe un’allerta, emanata 10 giorni fa dal capo della polizia dello Sri Lanka, con la quale si segnalava il rischio di attentati kamikaze contro «chiese importanti».

Tra gli analisti numerose sono le voci che sottolineano da un lato l’elevata capacità di pianificazione dei terroristi, in grado di colpire simultaneamente e con notevole efficacia distruttrice luoghi affollati e di grande visibilità, dall’altro il valore simbolico degli obiettivi, scelti anche per massimizzare l’attenzione internazionale.

Immediati e numerosi sono stati infatti i messaggi di vicinanza e cordoglio dei leader di tutto il mondo, da Donald Trump, che ha inviato le sue «sincere condoglianze al popolo dello Sri Lanka», a Emmanuel Macron, che ha manifestato la sua «profonda tristezza» per quanto accaduto; dal presidente Sergio Mattarella, che in un messaggio rivolto al presidente dello Sri Lanka Maithripala Sirisena ha espresso anch’egli «sdegno e profonda tristezza» per quanto accaduto, a papa Francesco che, al termine della benedizione urbi et orbi in piazza San Pietro a Roma ha espresso «affettuosa vicinanza alla comunità cristiana, colpita mentre era raccolta in preghiera».

 

Immagine: La chiesa di S. Antonio, Colombo, Sri Lanka (26 luglio 2016). Crediti: Matyas Rehak / Shutterstock.com

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