18 gennaio 2019

Presentato il rapporto Human Rights Watch

È stato presentato il 17 gennaio a Berlino il ventinovesimo World Report di Human Rights Watch, una panoramica dettagliata sulle questioni chiave legate ai diritti umani in oltre cento Paesi tra la fine del 2017 e la fine del 2018. Il quadro che ne esce è pesante e mette in luce violazioni anche gravi a tutte le latitudini per quanto riguarda molteplici aspetti, dai crimini di guerra alla libertà di espressione alle condizioni nelle carceri, dai diritti dei bambini a quelli dei rifugiati alla parità di genere, dall’utilizzo di armi proibite al genocidio, e l’elenco potrebbe continuare. Molti temi hanno conquistato le prime pagine dei giornali nel corso del 2018, come la tragedia della Siria, dove i civili pagano un prezzo altissimo nella guerra, con restrizioni negli aiuti umanitari e uso di sostanze chimiche negli attacchi, o l’emergenza gravissima dello Yemen, oppure la drammatica situazione in Venezuela, dove l’opposizione subisce una dura repressione, la popolazione manca dei beni di prima necessità ed è in corso una fuga di massa dal Paese. Altri hanno suscitato meno clamore, come la persecuzione contro i Rohingya in Myanmar o la discriminazione e la ‘rieducazione forzata’ delle minoranze musulmane in Cina. Anche l’Europa ha un suo capitolo ben nutrito: in particolare si sottolinea come diversi leader europei, nonostante la diminuzione complessiva degli arrivi di migranti, abbiano sfruttato e manipolato le tematiche relative all’immigrazione per generare paure ingiustificate e mettere in atto politiche nazionaliste e lesive dei diritti umani; e se in prima fila da questo punto di vista si posiziona l’Ungheria, dove anche aiutare i migranti diventa un reato, ce n’è anche per l’Italia, soprattutto rispetto alla chiusura dei porti e ai salvataggi in mare.

Se pure sembrano “tempi bui” per i diritti umani, afferma però il direttore di Human Rights Watch Kenneth Roth, va sottolineato come si sia comunque registrata una forte reazione nella comunità civile, i difensori dei diritti umani tengano testa agli autocrati che mettono in atto le violazioni e stiano cominciando ad arrivare risposte ufficiali anche dalle istituzioni europee.


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