28 gennaio 2019

Prove di dialogo tra Siria e Turchia

Si profila un compromesso, dopo un’ostilità prolungata, tra la Siria e la Turchia, sulla base dell’accordo di Adana dell’ottobre 1998, che era stato superato dall’esplodere della guerra civile tra il regime di Bashar al-Assad e i ribelli. Il ministero degli Esteri siriano, in una dichiarazione del 26 gennaio, ha ribadito la sua volontà di ottemperare all’intesa contro il terrorismo che più di venti anni fa portò all’espulsione di Abdullah Öcalan dalla Siria e ha accusato la Turchia di aver violato l’accordo tra i due Paesi fin dal 2011, appoggiando i ribelli e occupando parte del territorio siriano con le sue truppe. Il ritiro dell’esercito turco e la cessazione di ogni aiuto ai ribelli potrebbero avere come contropartita una collaborazione contro lo stabilizzarsi di un’entità autonoma curda presso il confine. La situazione resta fluida alla ricerca di un compromesso fra le forze in campo; da un lato c’è un accordo tra Recep Tayyip Erdoğan e Donald Trump per l’istituzione di un’area cuscinetto sul confine che servirebbe da garanzia ai turchi che dovrebbero impegnarsi a loro volta a non attaccare le milizie curde in territorio siriano. D’altro canto, Assad e la Russia cercano un’intesa diretta con Ankara (Erdoğan si è incontrato con Vladimir Putin mercoledì 23 gennaio) anche al fine di ridurre il ruolo degli Stati Uniti nell’area. Un’intesa tra Turchia e Siria, con l’avallo di Mosca, potrebbe indebolire la posizione dei Curdi già minata dall’annunciato ritiro delle forze statunitensi. Intanto, lo Stato islamico ha attaccato con azioni suicide le posizioni delle Syrian Democratic Forces (SDF), al cui interno sono attive le milizie curde, e provato a riconquistare il villaggio di Baghouz. I territori in mano allo Stato islamico sono ormai molto ridotti e presto scompariranno, ma è possibile che alcune cellule combattenti restino ancora attive. La battaglia contro lo Stato islamico non è ancora finita, ma già si preannuncia che questo scontro vinto sul campo non porterà agli esiti di autonomia e garanzie che i Curdi avevano auspicato.  

 

Crediti immagine: Kurdishstruggle. Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0), attraverso www.flickr.com

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