16 settembre 2019

Tunisia, Kaïs Saïed e Nabil Karoui al ballottaggio a novembre

Come era prevedibile ‒ dato l’alto numero di candidati, ben ventisei, e la conseguente frammentazione del voto ‒ le elezioni presidenziali che si sono svolte domenica in Tunisia renderanno necessario il ricorso al ballottaggio, previsto per novembre. Secondo i dati degli exit poll a sfidarsi al secondo turno saranno Kaïs Saïed, 61 anni, (19,5% delle preferenze), un giurista e professore di diritto costituzionale, che fatto una campagna elettorale di basso profilo come indipendente, e Nabil Karoui (15,5%), imprenditore e tycoon delle telecomunicazioni che non ha potuto partecipare a dibattiti e incontri in quanto si trova attualmente in carcere per frode fiscale e riciclaggio di denaro, un’accusa da lui sempre respinta come costruita ad arte per motivi politici per danneggiare la sua partecipazione alla corsa per la presidenza. Se non ci saranno sorprese rispetto agli exit poll saranno quindi due candidati anti-establishment a contendersi la presidenza; percentuali basse infatti per Abdelfattah Mourou, del partito di ispirazione islamista Ennahda che si sarebbe attestato all’11%, per il ministro della Difesa Abdelkrim Zbidi (10% circa) e per il premier uscente Youssef Chahed (al 7,5%), la cui popolarità è in forte calo per via della situazione del Paese caratterizzata da un alto tasso di disoccupazione e dall’aumento del costo della vita. A confermare la diffusa sfiducia verso le istituzioni il forte calo della percentuale dei votanti: secondo la Commissione elettorale (ISIE, Instance Supérieure Indépendante pour les Élections), solo il 45% degli aventi diritto si è recato a votare e l’astensionismo a coinvolto soprattutto i giovani.

 

Immagine: Elezioni in Tunisia(6 maggio 2018). Crediti: Congress of local and regional authorities [Attribution-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-ND 2.0)], attraverso www.flickr.com

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