2 luglio 2019

Un missile vagante della contraerea siriana cade su Cipro

Un missile S-200 di fabbricazione russa ha colpito nelle prime ore di lunedì 1° luglio il territorio settentrionale di Cipro, senza causare vittime. L’area dove si è verificato l’impatto, un bosco nella regione di Taskent, si trova a circa 20 km da Nicosia, in direzione nord-est e fa parte della zona, controllata dalla Turchia fin dal 1974, che si è autoproclamata nel 1983 Repubblica Turca di Cipro del Nord (in turco Kuzey Kıbrıs Türk Cumhuriyeti, KKTC), senza essere però riconosciuta dalla comunità internazionale. Le autorità turco-cipriote sulla base dell’analisi dei resti dell’ordigno e delle concomitanti notizie provenienti dalla Siria, hanno ipotizzato che il loro territorio sia stato coinvolto incidentalmente in una battaglia che si è svolta nei cieli della Siria, che dista circa 300 km dall’isola. Il missile sarebbe stato lanciato dall’esercito regolare siriano in risposta a un attacco israeliano; dopo aver mancato i suoi obiettivi avrebbe proseguito la sua traiettoria fino a Cipro. In effetti nella notte tra domenica e lunedì attacchi israeliani hanno colpito postazioni in Siria delle milizie iraniane e di Hezbollah, nei pressi di Damasco e di Homs, provocando nove morti tra i combattenti, sei vittime tra i civili tra cui tre bambini e ventuno feriti, secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani, che si occupa di Siria dall’inizio della guerra civile. I due episodi sono con ogni probabilità connessi e rappresentano il primo coinvolgimento diretto di Cipro nella guerra civile siriana. La nuova offensiva israeliana ha provocato una dura reazione diplomatica di Mosca, che ha invitato Tel Aviv a rispettare le deliberazioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU.

 

Immagine: Nicosia, Cipro (2 luglio 2006). Crediti: sk12 [Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)], attraverso www.flickr.com

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