5 marzo 2019

Vittoria del Partito riformista in Estonia

Le elezioni parlamentari in Estonia, dove è stato chiamato alle urne un milione di elettori, hanno riservato qualche sorpresa rispetto ai sondaggi della vigilia, ratificando uno spostamento a destra più consistente delle previsioni. Il Partito riformista dell’europeista Kaja Kallas, dell’opposizione di centrodestra, ha vinto le elezioni, ottenendo il 28,8% dei voti e assicurandosi così 34 seggi nel Parlamento su 101. Il Partito del Centro, la formazione di centrosinistra di Jüri Ratas che guida l’attuale governo, si è fermata al 23,1 % e a 26 seggi. I suoi alleati Unione Patria e Res Pubblica e i socialdemocratici ottengono rispettivamente 12 e 10 seggi. Notevole exploit dell’ultradestra sovranista del Partito conservatore del popolo estone (EKRE), che ha ottenuto il 17,8 % (avevano l’8,1% nel 2015) e 19 seggi. Nessuno degli altri partiti ha superato la soglia minima di sbarramento del 5%. Kaia Kallas, 41 anni, ex parlamentare europea, figlia di Siim Kallas, che è stato uno dei leader storici del partito e primo ministro dal 2003 al 2004, avrà probabilmente dalla presidente Kersti Kaljulaid l’incarico di formare il governo. Se riuscisse ad ottenere la fiducia, sarebbe la prima donna a guidare il governo nella storia estone. La Kallas nonostante il successo elettorale non ha però la maggioranza necessaria per governare da sola e l’obiettivo di costruire un governo di coalizione non appare facile perché la composizione del Parlamento non favorisce le alleanze soprattutto perché sia i riformisti sia i centristi, prima delle elezioni, hanno escluso di accordarsi con la destra sovranista. La politica estone è storicamente segnata dal rapporto non facile con il grande vicino russo e di conseguenza con la minoranza russofona che ha tradizionalmente un riferimento politico nel Partito di Centro. Il Partito riformista che ha guidato il Paese dal 2005 al 2016 ha una forte tradizione liberista e filoeuropea; durante la campagna elettorale si è impegnato a favore dell’impiego esclusivo della lingua estone nelle scuole, a scapito del russo, che è ancora in uso in alcune istituzioni.

 

Immagine: Kaja Kallas (1 settembre 2017). Crediti: EU2017EE Estonian Presidency [CC BY 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/2.0)], attraverso Wikimedia Commons

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