18 gennaio 2019

Vladimir Putin in Serbia accolto trionfalmente

Accoglienza trionfale per Vladimir Putin in Serbia; le manifestazioni entusiastiche, per quanto promosse e incoraggiate dal Partito progressista serbo del presidente Aleksandar Vučić, sono comunque sintomatiche di un legame profondo tra i due popoli, iscritto in una comune appartenenza alla famiglia slava e alla religione ortodossa, in un passato di condivise alleanze, consolidato negli ultimi anni dall’appoggio che la Russia ha dato alla Serbia nella controversia sul Kosovo. Del resto, la Serbia ha sempre rivendicato orgogliosamente la sua vicinanza a Mosca e si è opposta all’allargamento della NATO nell’Europa dell’Est, pur mantenendo l’ambizione ad entrare nell’Unione Europea. Oltre al bagno di folla, con centoventimila persone in piazza a Belgrado per acclamare Putin, la breve visita ha sancito anche la firma di ventuno accordi e protocolli bilaterali. Naturalmente, l’incontro con Putin è stato anche un’occasione per il presidente Vučić di rafforzare la sua popolarità messa in discussione dalle manifestazioni di protesta che si sono svolte per sei sabati consecutivi a Belgrado e in altre città serbe. I manifestanti lo accusano di corruzione e di autoritarismo, soprattutto per il controllo esercitato sui media. Anche il ministero degli Interni è oggetto di critiche e contestazioni per la condotta poco trasparente rispetto all’aggressione subita nel dicembre 2018 dall’attivista dell’opposizione Borko Stefanović. Forte del suo consenso elettorale, Vučić ostenta sicurezza; probabilmente, la maggioranza silenziosa che apprezza l’ordine e la stabilità continua ad avere fiducia. I giovani e la piazza sono però contro di lui; ancor di più può essere soddisfatto del bagno di folla a fianco del suo alleato storico che ha messo, almeno per un giorno, in ombra le contestazioni.

 

Crediti immagine: President of Russia (http://en.kremlin.ru/events/president/transcripts/59690/photos/57491). Creative Commons Attribution 4.0 International

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