11 agosto 2022

Allarme siccità e incendi in Europa

Si è creata in Europa una situazione di forte allarme per la siccità, gli incendi e le temperature estreme, fenomeni che sono ovviamente interconnessi. Il Centro comune di ricerca della Commissione europea ha pubblicato il rapporto Drought in Europe. July 2022, una valutazione della situazione nel continente basata sul lavoro dell’Osservatorio europeo della siccità. I dati sono allarmanti. Neanche i più pessimistici modelli climatici si erano spinti a prevedere un’emergenza come quella che si è materializzata nel 2022, ben prima di quanto prevedessero gli esperti. Dopo tre anni di caldo eccezionale, in diversi Paesi europei si è accentuato l’inaridimento del suolo e l’acqua si sta esaurendo pericolosamente. Inoltre, quest’anno la stagione degli incendi è iniziata in anticipo sia per le ondate di calore cominciate già a giugno sia per la straordinaria siccità invernale, che hanno reso la vegetazione più secca favorendo così i processi di combustione. Complessivamente il 46% del territorio dell’Unione Europea è esposto a livelli di allerta, mentre l’11% è in condizione di allarme, a causa della siccità, aggravata dalla scarsa umidità del suolo con conseguenze importanti per la vegetazione. La situazione è particolarmente critica in Francia, Romania, Spagna, Portogallo e Italia, ma ci sono motivi di preoccupazione anche per quanto riguarda Germania, Ungheria, Polonia e altri Paesi dell’Europa centrale e orientale. Nei primi giorni di agosto le autorità locali hanno introdotto restrizioni al consumo dell’acqua nelle città spagnole di Barcellona, Malaga, Huelva e Pontevedra. Anche in Portogallo si discute sulla possibilità di introdurre forme di razionamento.

In Italia massima attenzione per la situazione del Po che potrebbe avere conseguenze importanti sull’agricoltura, dato che il fiume è la principale riserva di acqua dolce del Paese. Il governo italiano ha dichiarato lo stato di emergenza climatica in cinque regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia. In molti Comuni è stato introdotto il razionamento dell’acqua, proibendone gli usi non strettamente necessari o inibendo il consumo notturno, come a Verona e Pisa. Forte preoccupazione per l’andamento del settore agricolo; secondo la Coldiretti, a causa della siccità si perderebbero 6 miliardi di euro, pari al 10% del valore della produzione nazionale. Tra le coltivazioni più colpite, il grano, il mais, il riso, l’olio, la frutta e gli ortaggi. Questa situazione porta a cambiamenti e difficoltà difficili da accettare, soprattutto in un periodo contrassegnato da altre emergenze, ma può aiutare a diffondere una consapevolezza: il cambiamento climatico è in corso adesso, non è un problema di cui preoccuparsi nel futuro. 

 

Crediti immagine: Peter Griffin [CC0 Public Domain], attraverso www.publicdomainpictures.net