29 gennaio 2018

Il 2018 dei videogiochi

Dopo un 2017 che è stato graziato dall’arrivo di giochi letteralmente memorabili, le aspettative per il 2018 videoludico non possono che essere altissime. Non si può pretendere di avere un Mario o uno Zelda ogni anno, ma fortunatamente anche l’anno da poco iniziato vede all’orizzonte titoli da attendere con impazienza. Con un tasso di crescita tecnologica e contenutistica che non accenna ad arrestarsi, si aprono quindi nuovi, eccitanti scenari per i gamer. Vediamo quindi insieme quali sono i dieci titoli che promettono di conquistare, meravigliare e soprattutto emozionare i gamer di tutto il mondo.

 

Detroit. Become Human

Data d’uscita: primavera 2018

Sviluppatore: Quantic Dream

Publisher: Sony Interactive Entertainment

 

 

Esperienza story-driven, Detroit. Become Human è la nuova opera di David Cage, uno degli autori più critici nei confronti dell’industria dei videogiochi, che non ha mai nascosto i suoi malumori riguardo alla limitatezza di visione del suo settore. Usando tematiche transumaniste, Cage intende porsi interrogativi sulla natura dell’essere umano e su cosa informi effettivamente la nostra identità. Anche se il game designer francese ha negato ogni connessione con il mondo reale, è evidente che il dramma che intende raccontare, quello degli androidi usati come schiavi, riflette in realtà la situazione tristemente attuale dei flussi di migranti. L’idea che un essere sintetico non abbia diritti è pericolosamente vicina alla concezione dello schiavismo nell’America, quando la legge sanciva l’inumanità degli afro-americani, ridotti a oggetto a uso e consumo dei bianchi. Un tema scottante per Cage, dunque, che ha scelto come protagonista di questa storia (assieme ad altri due main character) Kara, la ginoide interprete di una tech demo realizzata dal suo studio, ancora oggi uno dei picchi più alti raggiunti dal game designer francese.

 

Red Dead Redemption 2

Data d’uscita: TBA 2018

Sviluppatore: Rockstar Games

Publisher: Rockstar Studios

L’opera monumentale di Rockstar è finalmente destinata a uscire nel corso dell’anno, ma come al solito la casa dei fratelli Houser è stata molto avara nel dispensare informazioni, preferendo che sia il loro lavoro a parlare una volta uscito. Il gioco è in effetti un prequel dell’originale, di cui mantiene l’impostazione fortemente autoriale oltre alla profondità del gameplay possibile grazie alle dinamiche a mondo aperto, questa volta espanse grazie all’orizzonte della connettività online. La visione del Selvaggio West proposta da Rockstar è tagliente e spietata, vicina non a caso al capolavoro The Unforgiven di Clint Eastwood; se il primo capitolo parlava, appunto, di una redenzione, il suo prequel sembra invece muoversi nella zona grigia della moralità, anticipando il riscatto salvifico dell’ex protagonista John Marston. La presenza di quest’ultimo è ancora incerta, ma il nuovo bandito protagonista farà parte della sua stessa gang. Rockstar del resto è lo sviluppatore più abile non solo nel creare storie di fuorilegge, ma anche nel permettere al giocatore di interpretarle in prima persona. Siamo sicuri che anche questa volta la visione dello studio riuscirà a essere dirompente e controversa.

 

Sea of Thieves

Data d’uscita: 20 marzo 2018

Sviluppatore: Rare

Publisher: Microsoft Studios

Il primo motivo di interesse per questo gioco potrebbe essere dettato dal fatto che è stato sviluppato da Rare, lo studio che nei bei tempi andati lavorava con Nintendo e pubblicava capolavori del calibro di GoldenEye, Banjo-Kazooie e Conker’s Bad Fur Day (e che ancora prima lavorava su ZX Spectrum con il nome di Ultimate Play The Game...). Sea of Thieves rappresenta la loro occasione per tornare alle origini, e le premesse sono già eccellenti. L’idea di base è di permettere ai giocatori di muoversi in un mondo persistente assumendo il ruolo di simpatici pirati, che devono cooperare tra di loro per fare quello che i pirati sanno fare meglio, ossia saccheggiare, combattere e naturalmente assaltare le navi. Il gioco, non a caso, presenta un sistema di navigazione su mare molto profondo, ma la cosa più interessante è che per manovrare il vascello bisogna interagire con i propri compagni di squadra. Tutto il gioco si basa del resto sulla socialità e sulla spensieratezza, e si pone l’obiettivo, quanto mai necessario, di fare una sola e unica cosa: divertire il giocatore. Che poi dovrebbe essere l’obiettivo finale di ogni game designer.

 

Far Cry 5

Data d’uscita: 27 marzo 2018

Sviluppatore: Ubisoft Montreal

Publisher: Ubisoft

La serie Far Cry, fin dal suo primo episodio, è sempre stata caratterizzata da cruda violenza e da uno storytelling che mette a nudo gli aspetti più animaleschi dell’uomo, risultando in una perfetta sintesi tra narrazione e azione. Il nuovo episodio non intende fare eccezione e sceglie questa volta un setting statunitense, con la presenza di antagonisti sopra le righe. Il gioco non ha paura di trattare temi delicati come la religione, il fanatismo e le sette, e non potrebbe essere altrimenti, dato che la sceneggiatura è stata affidata a Drew Holmes, già cosceneggiatore di BioShock Infinite, uno dei giochi più carichi di messaggi politici e filosofici degli ultimi anni. Il nuovo sparatutto di Ubisoft sembra nato per attirarsi controversie e polemiche da parte della frangia di conservatori, soprattutto ora che ci troviamo nell’era Trump. Mettere in discussione ideologie e toccare corde delicate, è esattamente quello che dovrebbe fare un videogioco nella nostra epoca. Anche a costo di far arrabbiare qualcuno.

 

God of War

Data d’uscita: 20 aprile 2018

Sviluppatore: Santa Monica Studio

Publisher: Sony Interactive Entertainment

Come Detroit, anche il nuovo God of War cresce e matura sotto l’ala protettrice di Sony, altro titolo che ha sulle sue spalle una pesante aspettativa. Il soft reboot di God of War, gloriosa serie tradizionalmente ambientata nell’antica Grecia, vede il deicida Kratos vivere una nuova vita, nei ghiacci della Scandinavia. Già, perché i designer hanno optato per una nuova collocazione per le gesta di Kratos, spostandosi dalla mitologia greca a quella norrena. Questo non vuol dire però che il gioco sarà una banale scusa per permettere a Kratos di massacrare tutta Asgard. Al contrario, i designer si stanno muovendo in una direzione ancora più legata allo storytelling rispetto al passato, rendendo la telecamera più cinematografica e introducendo il figlio di Kratos. La presenza di un bambino in un contesto così crudo serve ad alzare la posta in gioco, in quello che si preannuncia essere molto più di un gioco d’azione, bensì una discesa nella tragica vita di un dio della guerra condannato a un eterno ciclo di violenza e dolore.

 

Ni no Kuni II. Il destino di un regno

Data d’uscita: 22 marzo 2018

Sviluppatore: Level-5

Publisher: Bandai Namco Entertainment

Orfana dello Studio Ghibli (ma non di alcuni dei suoi artisti più talentuosi), l’avventura ruolistica di Bandai Namco si pone in maniera nettamente diversa rispetto al suo predecessore, con una storia scritta direttamente, tra gli altri, dal capo di Level-5, Akihiro Hino. Se La minaccia della Strega Cinerea prediligeva infatti toni fanciulleschi, il suo seguito userà la metafora del fantasy per discutere di argomenti delicati, come la politica e la sete di potere. Il gioco narra la storia di Evan, un giovane principe chiamato a salire sul trono, non prima di affrontare un viaggio di formazione per salutare l’età dell’infanzia e diventare definitivamente non solo un uomo, ma un sovrano. Il tono sembra essere più crudo rispetto al passato, e anche l’età dei personaggi è più varia; uno tra questi, per esempio, è un anziano politico proveniente da un’altra dimensione, reincarnatosi in un affascinante uomo armato di pistola. Non il solito gioco di ruolo alla giapponese, dunque, ma un’opera matura, sublimata per giunta da una bellissima direzione artistica che avvicinerà l’esperienza a un vero e proprio anime interattivo.

 

Kingdom Come. Deliverance

Data d’uscita: 13 febbraio 2018

Sviluppatore: Warhor

Publisher: Bandai Namco Entertainment

In sviluppo ormai da diversi anni, Kingdom Come. Deliverance si fregia della sua identità di gioco fantasy realistico, dove insomma non si vedrà neanche l’ombra di un drago o di uno stregone. Kingdom Come, progetto nato su Kickstarter, punta infatti a ricostruire l’esperienza della vita medievale, con un elevatissimo tasso di realismo. Questo significa dunque che l’architettura è stata studiata sulla base delle vere città dell’epoca e popolata da “personaggi non giocanti” caratterizzati da un’intelligenza artificiale autonoma che rende questi luoghi estremamente verosimili. Ma il vero fiore all’occhiello della produzione è il sistema di combattimento, nato dall’esperienza dei developer, appassionati di ricostruzioni storiche medievali. Il combat system è un gioco a sé stante, dove ogni fendente e parata assumono un’importanza capitale, facendo la differenza tra la vita... o la morte. A contornare il tutto, una cornice storica realistica, basata su eventi realmente accaduti.

 

A Way Out

Data d’uscita: 23 marzo 2018

Sviluppatore: Hazelight Studios

Publisher: Electronic Arts

Ispirato a un classico topos del cinema e delle serie TV, la fuga dalla prigione, A Way Out narra la storia di due prigionieri che devono scappare dall’isolamento. Realizzato dagli sviluppatori che hanno già lavorato sull’eccellente Brothers. A Tale of Two Sons, anche questo gioco si concentra sulla tematica del legame e dell’amicizia, traducendola non soltanto nello storytelling, ma anche nello stesso gameplay. Il gioco infatti, sperimentabile in cooperativa con un altro giocatore, presenta anche degli elementi dinamici ed emergenti, dal momento che i due personaggi si controllano in sincrono e potrebbe capitare quindi che uno dei due rimanga indietro. Tematiche come la perdita e la fedeltà animano la narrazione, caricandola di tensione. Dietro il gioco si cela per giunta il regista svedese Josef Fares, noto al grande pubblico per film indipendenti di discreto successo come Jalla! Jalla!, che dopo Brothers intende trasferire di nuovo la sua esperienza cinematografica all’interno di un videogioco.

 

Vampyr

Data d’uscita: primavera 2018

Sviluppatore: Dontnod Entertainment

Publisher: Focus Home Interactive

Dai creatori di Life is Strange, arriva un nuovo gioco di ruolo action, ambientato nella Londra vittoriana. L’avventura permette di vestire i panni di un vampiro e, conoscendo il pedigree di Dontnod, inevitabilmente si entrerà nella psiche di questo personaggio e nelle sue oscure sfumature, anche grazie a un sistema di scelte morali ambigue che intende lasciare il giocatore tanto teso quanto spiazzato. Il punto di vista è del resto straordinariamente affascinante, e ricorda tutta la letteratura gotica degli ultimi trent’anni, in primis quella di Anne Rice (famosa ai più per l’adattamento Intervista col vampiro con Tom Cruise e Brad Pitt). Il setting permette inoltre di spingere inevitabilmente sugli aspetti più crudi e maturi e, trattandosi di un’avventura realizzata grazie a un publisher minore, è lecito aspettarsi che Dontnod abbia avuto più libertà creativa, persino di quanto ne aveva avuta lavorando con Square Enix. In un mondo dove la scelta è tra uccidere qualcuno o essere uccisi, Dontnod intende esplorare il conflitto interiore di un vampiro diviso tra salvare vite e la sua insaziabile sete.

 

The Last Night

Data d’uscita: TBA 2018

Sviluppatore: Odd Tales

Publisher: Raw Fury

Microsoft è orma da anni attenta alle avanguardie indie, e The Last Night è frutto dell’avvicinamento nei confronti di queste correnti. The Last Night, nato da una game jam (un’hackathon sullo sviluppo di videogiochi), promette atmosfere ed estetica cyberpunk alla Blade Runner, con una forte enfasi sulla narrazione e sulla direzione artistica. Il gioco, infatti, è benedetto da uno stile grafico altamente personale, che mescola le suggestioni in pixel art con la profondità di campo dettata dal 3D. Ispirandosi a opere celebri come Flashback e Another World di Delphine Software, The Last Night intende proporre meccaniche da platform, ma con uno stile più riflessivo e improntato al world building. Tutta la tensione del racconto sarà basata su tematiche care alla letteratura di Dick e Gibson, su tutte la divisione sociale tra i ricchi e gli abitanti dei quartieri poveri, tanto che il gioco non è stato risparmiato da critiche di una certa frangia dei commentatori videoludici, presunto reo di trasmettere idee di stampo destrorso. In realtà, l’autore Tim Soret ha spiegato che si è solo immaginato un mondo dove domina quell’ideologia, non criticandola ma tanto meno propagandandola.


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