26 aprile 2016

Apocalittici provvisori e algoritmi definitivi

Pedro Domingos, autore de L’ Algoritmo Definitivo . La macchina che impara da sola e il futuro del nostro mondo, proposto anche in Italia da Bollati Boringhieri, si oppone alle teorie catastrofiste di chi teme il predominio delle tecnologie e dei robot sugli esseri umani. Secondo l’astrofisico Stephen Hawking invece il rischio esistee lo sviluppo di una piena intelligenza artificiale potrebbe addirittura provocare la fine del genere umano. Secondo Hawking e altri studiosi inclini a un certo pessimismo rispetto alle conseguenze del progresso tecnologico, gli esseri umani si evolvono troppo lentamente, rischiano di non essere competitivi con i rapidi sviluppi dell’intelligenza artificiale e potrebbero essere soppiantati. Il presupposto da cui parte Domingos, uno dei massimi esperti a livello internazionale di machine learning e data mining, è invece che ‘essere intelligenti’ ed ‘essere umani’ siano cose molto diverse tra loro: gli algoritmi non sono imitazioni imperfette delle persone, non possiedono una volontà propria, ma cercano piuttosto soluzioni ai problemi che gli esseri umani gli pongono. Le macchine intelligenti, che imparano da sole, sono una nostra estensione, una risorsa che ci aiuta a vivere meglio e di cui ormai non si può fare a meno. E proprio a partire dall’idea che possiamo controllare e sviluppare questi processi, Domingos insegue il mito dell’algoritmo definitivo, che in qualche modo raccolga, promuova e moltiplichi il sapere. Diverse scuole di pensiero si confrontano in questa ricerca che ha un substrato più logico e filosofico che matematico o tecnico; Domingos non esclude che si possa arrivare in tempi relativamente brevi a una soluzione unitaria attraverso la quale la conoscenza si possa sviluppare semplicemente inserendo dati. La ricerca di questa macchina universale dell'apprendimento è uno degli sviluppi più affascinanti e rivoluzionari del pensiero umano di tutti i tempi.

 


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