28 maggio 2021

Cos’è l’autismo?

Cos’hanno in comune l’attivista Greta Thunberg e l’imprenditore Elon Musk, l’attore Anthony Hopkins e geni del passato come Mozart, Newton e Michelangelo? Sono (o sarebbero stati, negli ultimi esempi) affetti da sindrome di Asperger ‒ il cosiddetto autismo ad alto funzionamento ‒ che abbina alle difficoltà nelle capacità sociali e comunicative tipiche dell’autismo uno sviluppo intellettivo e linguistico normale o superiore alla media. La condizione si sta imponendo nell’immaginario collettivo come attraente o interessante, grazie anche a personaggi come Sheldon Cooper della serie Big Bang Theory o il Raymond del film Rain Man, con cui Dustin Hoffman vinse il premio Oscar nel 1989; tuttavia, la condizione del numero sempre maggiore di bambini e adulti diagnosticati con un disturbo dello spettro autistico è spesso grave, preoccupante e faticosa per i loro cari.

 

Ma cos’è l’autismo? Il termine si riferisce a disturbi neurologici che coinvolgono (o compromettono) la capacità di interagire e comunicare socialmente, e la presenza di comportamenti ristretti e stereotipati. Le persone nello spettro autistico hanno grande difficoltà a fare amicizia e a comprendere le regole sociali: di solito hanno uno o pochi interessi o attività, e presentano movimenti fisici ripetuti. Possono avere un ritardo nel linguaggio, e anche in coloro in cui non è compromesso si riscontrano problemi a usare la lingua in un modo socialmente appropriato.

 

Qual è la causa dell’autismo? Ricercatori in tutto il mondo si stanno dedicando a trovare una risposta, esplorando spiegazioni che giustifichino la grande variabilità delle sue forme. Sebbene una causa specifica non sia ancora nota, la ricerca contemporanea associa l’autismo a peculiari caratteristiche neurobiologiche nel sistema nervoso, con una base genetica, ritenuta altamente complessa, che coinvolgerebbe diversi geni in un’azione comune. Diverse teorie obsolete sulla causa dell’autismo si sono dimostrate false: l’autismo non è una malattia mentale, i bambini con autismo non sono bambini ribelli che scelgono di comportarsi male, l’autismo non è causato da un cattivo esercizio della genitorialità né dai vaccini. Il grande aumento degli ultimi decenni sarebbe dovuto a un perfezionamento delle diagnosi, per cui, ad esempio, soggetti un tempo etichettati con ritardo cognitivo ora rientrerebbero nella categoria; tra le altre ipotesi valutato anche l’aumento dell’età media dei genitori.

 

Al momento non ci sono test medici o psicologici per diagnosticare l’autismo in modo incontrovertibile: una diagnosi accurata deve essere basata sull’osservazione della comunicazione, del comportamento e dei livelli di sviluppo. Dal momento che i sintomi variano così tanto, un bambino dovrebbe idealmente essere valutato da un team multidisciplinare. È estremamente importante giungere a una diagnosi precoce: ai bambini l’autismo viene generalmente diagnosticato dopo i tre anni, anche se i genitori di solito esprimono le loro prime preoccupazioni quando il loro bambino ha dai 18 ai 20 mesi di età ‒ ad esempio, alcuni genitori ricordano come il bambino potesse essere molto turbato in auto o quando i suoi piedi toccavano l’erba, o affermare che il bambino non incontrasse mai il loro sguardo, li guardasse in modo insolito o che in alcuni momenti fosse stranamente contento o silenzioso. Una diagnosi precoce consente di intervenire quando il bambino è ancora nella fase di mielinizzazione delle strutture cerebrali, affinché si rendano più stabili e permanenti le acquisizioni con le tecniche ABA (da Applied Behavioral Analysis, in italiano Analisi comportamentale applicata) e TEACCH (Treatment and Education of Autistic and Related Communication Handicapped Children, in italiano Trattamento ed educazione dei bambini autistici), per citare i due metodi più diffusi nel nostro Paese tra i tanti disponibili.

 

La conoscenza e la sensibilizzazione sul tema sono fondamentali per l’inclusione dei bambini affetti e degli adulti, per i quali la sfida è permettere loro una vita autonoma. Il musicista Elio, padre di un bambino autistico, si sta spendendo personalmente per la divulgazione del tema e ha recentemente lanciato l’idea provocatoria di un autism manager, sulla scia dei Covid o dei train manager. La sit-com/cartone animato nordirlandese Pablo in onda sul canale tematico per bambini Rai YoYo, che mostra i processi mentali di un bambino autistico alle prese con le difficoltà quotidiane, e la creazione dell’Osservatorio nazionale autismo da parte dell’Istituto superiore di sanità, sono novità dell’ultimo mese che possono offrire in prospettiva un grande contributo alla qualità della vita delle persone autistiche.

 

Crediti immagine: myboys.me / Shutterstock.com

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