9 novembre 2020

Covid-19, oltre 50 milioni di contagi a livello globale

La pandemia non si ferma: sabato 7 novembre è stato raggiunto il record di nuovi contagi di Covid-19 nel mondo in quanto, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), sono stati registrati 581.679 contagi in 24 ore. Il picco precedente era stato raggiunto il 31 ottobre scorso, a quota 557.467; i contagiati complessivamente sono stati finora 50.402.558, di cui 1.256.254 sono deceduti. Il mese di ottobre è stato il peggiore dall’inizio della pandemia: i casi registrati sono stati un quarto del totale. L’Europa con 12 milioni di casi è attualmente la regione più colpita, soprattutto se si tiene conto della popolazione; i decessi nel nostro continente sono stati il 24% delle vittime complessive. Nord America (con quasi 10 milioni di casi negli Stati Uniti), America Latina e Asia (con più di 8,5 milioni di casi nella sola India), non sono però distanti. Fino a questo momento, la situazione dell’Africa appare migliore, anche se desta preoccupazione per la fragilità del sistema sanitario: in tutto il continente, secondo i dati ufficiali, ci sono stati meno decessi che nella sola Italia. In generale, rimane il fatto che contrariamente a quanto era stato auspicato nel corso dell’estate, la pandemia a livello globale è in pieno sviluppo e gli esperti ritengono difficile che possa esaurirsi nel corso della stagione invernale.

In questo quadro, secondo il quale l’emergenza sanitaria durerà ancora dei mesi, resta evidente che la pandemia pesa sempre di più sulla vita quotidiana, sull’economia e sulla geopolitica.  L’effetto più evidente è sull’economia; soltanto la Cina, uscita per prima dal tunnel dei contagi, ha registrato nell’estate e nell’autunno una forte ripresa, trainata dall’export, soprattutto di materiali sanitari, ma anche dalla vitalità del mercato interno. Il calo dei consumi in Europa, dove l’economia è fortemente segnata dalle misure di contrasto alla pandemia, potrebbe però incidere anche su questa ripresa cinese, che aveva destato sorpresa per la sua rapidità. La situazione italiana è incerta, ed è difficile fare previsioni sui prossimi mesi, ma l’impatto nel corso del 2020 è stato molto forte, sull’occupazione, sui redditi, sui consumi.

L’intreccio tra situazione sanitaria e ripresa economica è evidente. Ma anche nella sfera geopolitica il Covid ha mutato gli scenari: la Cina si trova molto più isolata rispetto al contesto generale e alcuni comportamenti hanno suscitato diffidenza se non ostilità, alimentate soprattutto dagli Stati Uniti, che si trovano in una posizione fortemente competitiva con il gigante cinese. L’intreccio fra pandemia e movimenti politici è ancora difficilmente decifrabile; coloro che stanno sfruttando l’ostilità verso i provvedimenti che danneggiano alcune categorie economiche potrebbero avvantaggiarsi elettoralmente in questa difficile congiuntura, ma corrono il rischio di scontrarsi a loro volta con altre ondate emotive, di segno opposto, originate dalla paura del contagio e del tracollo dei sistemi sanitari. Nelle elezioni presidenziali negli Stati Uniti i votanti hanno dichiarato di aver preso in considerazione in primo luogo la situazione economica, poi i confitti interni; il Covid era soltanto la terza preoccupazione degli elettori. Nondimeno, secondo alcuni osservatori, la gestione, giudicata da molti errata e contraddittoria, dell’emergenza sanitaria da parte di Donald Trump, potrebbe averne determinato la sconfitta. Inevitabilmente, il Covid-19 rimane l’ospite indesiderato delle nostre vite, in grado di condizionarne radicalmente molti aspetti.

 

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Crediti immagine: Alberto Giuliani [CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)], attraverso Wikimedia Commons

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