22 aprile 2013

Crisi sociale e disfatta ambientale

Un luogo comune considera la difesa dell’ambiente un lusso, poco praticabile in tempo di crisi, e un ostacolo al rilancio delle economie in difficoltà. Il rapporto 2013 di Legambiente L’Italia oltre la crisi, delinea un ritratto della situazione italiana attraverso una serie di indicatori sociali e ambientali e propone il superamento della dicotomia tra sviluppo e difesa dell’ambiente, incentivando una Green Economy, che dia risposte sia ai drammatici problemi dell’occupazione e della povertà sia alle istanze ambiziose di una migliore qualità della vita. Il quadro complessivo non è incoraggiante: la motorizzazione privata mantiene in Italia un tasso superiore rispetto alla media europea, con 60 auto ogni 100 abitanti (sono 47 nella media dell’Unione europea, dati 2011). Gli italiani utilizzano di meno i mezzi pubblici e le biciclette per muoversi in città; se è vero che c’è un significativo segnale di inversione di rotta (per la prima volta dopo molto tempo in un anno si sono vendute più biciclette che automobili) anche in questo campo rimaniamo molto indietro rispetto alle medie europee. Nel settore energetico, in un quadro complessivo di riduzione dei consumi, si assiste anche a una riqualificazione, con lo sviluppo delle fonti rinnovabili (eolico e fotovoltaico in particolare), che arrivano a coprire il 13,3% dei consumi. Più critica la situazione delineata dagli indicatori di tipo sociale. L’elevato tasso di disoccupazione giovanile rappresenta l’aspetto più  preoccupante, soprattutto considerando l’aumento dei giovani che non studiano, non lavorano né cercano un lavoro. Insomma c’è una vistosa decrescita della mobilità sociale e della speranza. Ma sono molte le criticità: le disuguaglianze di genere rispetto all’inserimento lavorativo e al reddito, il numero ridotto di laureati, le difficoltà di accesso alle nuove tecnologie. Secondo Legambiente per uscire da questa impasse serve innovazione e coraggio, per percorrere strade nuove che scommettano sul futuro, investendo nell’ambiente, nella cultura e nello sviluppo tecnologico.


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