27 luglio 2017

Due giovani su tre sono senza lavoro

Il tasso di disoccupazione giovanile, in Italia, rimane elevato (il 44% dei giovani fra i 18 e i 24 anni), ed elevato è il divario fra le regioni settentrionali e quelle meridionali: nel Nord è in cerca di occupazione il 13% circa dei giovani, mentre al Sud la percentuale sfiora il 46%; nelle regioni centrali il tasso di disoccupazione coincide con la media nazionale. Sono questi alcuni dati diffusi dall’Osservatorio sul mercato del lavoro (secondo trimestre 2017 e previsioni per il terzo trimestre) realizzato da CornerJob. Rispetto al trimestre precedente la percentuale dei giovani senza occupazione è cresciuta dell’8%, e se si allarga lo sguardo fino a ricomprendere i giovani fino a 30 anni la percentuale complessiva dei ragazzi disoccupati sale al 74% (con un aumento del 5% rispetto al trimestre precedente). Questo vuol dire che 2 giovani su 3 sono senza lavoro.

Nel numero effettivo di lavoratori nel rapporto CornerJob si registra fra l’altro una riduzione complessiva - pari a 155 mila unità su un totale di oltre sette milioni - delle forze giovanili. Il fenomeno riguarda in particolare le fasce 18-24 anni, colpisce indistintamente uomini e donne ed è dovuto sia all’aumento della scolarizzazione sia al decremento demografico. L’unica nota positiva riguarda gli over 40 in cerca di lavoro, che si attestano intorno al 18% del totale (-4% rispetto al trimestre precedente).

Per quanto riguarda le singole regioni italiane, è la Lombardia a guidare il mercato del lavoro con oltre il 31% delle offerte disponibili. Al secondo posto, ma con il 18%, c’è il Lazio, mentre al terzo gradino del podio troviamo la Campania e il Piemonte con il 9,2% ciascuno. Seguono Emilia Romagna (8,3%), Veneto (5,6%) e Toscana (4,5%).

Un ragazzo su 5 e una ragazza su 4 cercano e non trovano lavoro (la media europea è di uno su 6): in Europa solo la Spagna ha un tasso di disoccupazione giovanile maggiore del nostro (30,3% per gli uomini e 40,8% per le donne, contro il 18,8% e il 26,8%). Il Meridione sconta una struttura industriale debole, un settore dei servizi tradizionale e carente sotto il profilo qualitativo e meno orientato alle attività più competitive, un peso rilevante del comparto delle costruzioni, uno scarso sfruttamento delle potenzialità del turismo. Gli ultimi dati di Federturismo mostrano un certo ottimismo per questa estate, con un +3% di afflusso nelle destinazioni italiane.

Per Mauro Maltagliati, cofondatore e ceo Italia di CornerJob «le aziende sembrano ancora troppo fossilizzate nell’attesa di interventi centrali. Dovremmo prendere esempio da Paesi come Spagna e Francia che hanno cominciato da tempo a non attendere più un cambiamento dall’esterno ma a provocarlo dall’interno adottando nuovi modelli occupazionali: smart working, digitalizzazione del recruiting e collaborative organization». Gli fa eco Elisa Terraneo, marketing manager di EF Corporate Solutions, secondo la quale i giovani in cerca di lavoro fanno fatica a fidarsi delle aziende «forse proprio per la mancanza di dialogo: i Millennials si trovano impiegati in aziende che parlano di smart working e digitalizzazione ma che di fatto sono ancora legate a vecchi modelli  organizzativi a causa dei quali questa evoluzione non riesce a concretizzarsi».

 


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