19 aprile 2020

Europa: un nuovo inizio!

 

Qualche mese fa, all’inizio della diffusione del Coronavirus in Italia, scrissi una lettera al Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli. La mia lettera non aveva e non ha uno scopo politico.

 

“Governanti d’Europa, prendo esempio dalla lettera del presidente francese Macron e mi rivolgo a voi perché il periodo storico che viviamo richiede la partecipazione di tutti i cittadini europei e sottolinea la volontà di cambiare e migliorare la situazione dell’Unione Europea, rendendola più coesa, più presente e protagonista nel mondo.

 

Gli eventi che si succedono e che ci rendono insicuri sono molti, a partire dai conflitti economici mondiali, dalle questioni mediorientali, dalla rete 5G e dagli sviluppi incontrollati delle tecnologie, dalla gestione dei flussi migratori e infine dalla gravità dell’epidemia di Covid-19. Però, ciò che ci rende più poveri di una visione del futuro è un’Europa lacerata da politiche interne che seguono interessi opposti, da infinite discussioni che non trovano una soluzione collettiva, dalla presenza di un linguaggio egoista e scarno, ma soprattutto da un pensare comune ormai dimenticato. L’Europa sembra assente di fronte agli accadimenti che scuotono l’ordine mondiale, dal sentire comune dei suoi cittadini, dalle speranze e dalle attese di noi giovani”.

 

È ora che l’Europa dimostri il suo valore e la capacità di trasmetterlo ai cittadini. È ora che l’Unione Europea agisca non più come una disordinata aggregazione di Stati nazionali, ma come un organismo tenuto insieme dai princìpi di rappresentanza e democrazia nel rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali dello stato di diritto, e dei valori di bene comune e di solidarietà su cui venne costituita.

 

Ricordiamo che la forza dell’Europa non sta nella sua dimensione economico-finanziaria o militare, né nell’idea di progresso e di consumi, ma nasce dal cuore e dalla mente dei cittadini che la compongono, gli stessi che sperano che il sogno di un’Europa solidale un giorno si avveri. In questo ci saranno di aiuto le forme di solidarietà acquisite nelle due guerre mondiali, i valori comuni fondati sull’educazione, sulla ricerca e sulla cultura.

 

Non pretendo di trovare una risposta a tutto e non oso immaginare il peso che possiate portare sulle vostre spalle durante quest’emergenza, ma vi chiedo di restituire a noi giovani studenti, future generazioni e cittadini europei, la speranza di un’Europa Unita. Come?

 

Nel suo discorso alla giornata dei poveri, Papa Francesco ha detto: a volte basta poco per restituire speranza: basta fermarsi, sorridere e ascoltare. Sono state parole che molti aspettavano, laici e credenti.

 

Forse questo potrebbe essere un buon inizio. Un nuovo inizio.

 

                                  TUTTI GLI ARTICOLI SUL CORONAVIRUS

 
Immagine: Bruxelles. Bandiere europee di fronte al quartier generale della Commissione europea. Crediti: S-F / Shutterstock.com

 

 

 

 


© Istituto della Enciclopedia Italiana - Riproduzione riservata

0