22 gennaio 2013

Hollywood si adegua alla censura cinese

Il modello di vita americano, i suoi valori e i suoi miti, si sono diffusi per anni attraverso il cinema: film densi di contenuti e di messaggi, spesso veicolati in un abito di apparente frivolezza. Il messaggio implicito è notoriamente più pervasivo della propaganda ed è più difficilmente arginabile; qualcosa però sta cambiando. Per entrare stabilmente nel mercato cinese Hollywood sta accettando la censura anche preventiva sui suoi prodotti. Del resto il mercato cinese è il secondo nel mondo; gli incassi al botteghino sono inferiori soltanto a quelli degli Stati Uniti e hanno superato nel 2012 i 16,8 miliardi di yuan, cioè circa 2,7 miliardi di dollari. Il prezzo da pagare c’è, in termini di autonomia culturale, ma sembra proprio che le major siano disposte ad accettarlo: Ang Lee, nel suo Vita di Pi,  ha dovuto modificare la battuta ("la religione è oscurità") di uno dei suoi personaggi. Alcuni problemi li ha avuti anche Iron Men 3 mentre Top Gun nella nuova versione in 3 D non ce l’ha fatta ad arrivare nelle sale cinesi. Se ci si poteva aspettare qualche difficoltà per un film che esaltava l’aviazione americana nella guerra fredda, più sorprendente è la censura preventiva che colpisce i cartoni animati, tra cui l’apparentemente innocuo Kung Fu Panda 3. Un esercito di diecimila volontari coadiuva la commissione centrale di censura, che è stata protagonista delle limitazioni sull’uso di Internet; i suoi criteri non sono sempre prevedibili. Meglio comunque evitare i temi religiosi, così da non offendere nessuno, non incensare troppo l’esercito americano e ridurre al minimo i riferimenti alla Cina, che vengono frequentemente contestati. Le coproduzioni sono favorite ma il copione viene in questo caso vagliato preventivamente e non si tollerano successive variazioni. Il New York Times denuncia queste procedure – a cui cinicamente ci si adegua – che sembrano incrinare l’inviolabilità della libertà di espressione. Altri ricordano le forme di censura e autocensura che hanno accompagnato la storia del cinema anche in Occidente.


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