11 novembre 2013

I diversi volti della prostituzione minorile in Italia

L’inchiesta sulla prostituzione minorile a Roma ha riportato sull’argomento un’attenzione diffusa che forse dovrebbe essere meno episodica; il quadro complessivo che emerge, infatti, suscita profonda inquietudine. Come se non bastasse l’infinita tristezza della scena principale lascia attoniti il coro (le ragazze stesse, gli amici, i clienti, i genitori) emerso da intercettazioni e testimonianze: avidità, indifferenza, madri attente allo sviluppo del mesto business, ricatti dei clienti ai danni delle ragazze per ottenere soldi, e così via, in un crescendo che sprofonda. E colpisce anche l’attenzione di alcuni commentatori a valutare più i rimbalzi sulla geografia politica che le risultanze dell’inchiesta. Nel filone romano i clienti sono adulti e benestanti, pagano bene, le ragazze quasi si arricchiscono, i loro sfruttatori prosperano. Spesso, come sta emergendo a Milano, è tutto su scala minore, lo scenario è la discoteca, i bagni di un liceo, in palio le ricariche, i regali, e i clienti sono coetanei. Impressionano ovunque questa impudica centralità del denaro, la sua potenza livellatrice e desertificante; l’avidità e il consumismo attraversano, con modalità diverse, gli strati sociali. Quello che mettono in evidenza le recenti inchieste non è purtroppo che la punta di un iceberg più vasto; la prostituzione di minorenni italiane è infatti in forte crescita, ma il loro numero rimane comunque nettamente inferiore a quello delle minorenni straniere coinvolte nel fenomeno, migliaia di ragazze adolescenti, arruolate nei loro paesi d’origine e spesso controllate e sfruttate da organizzazioni criminali. Le vittime della tratta finalizzata alla prostituzione minorile sono numerose ed è fenomeno difficile da arginare per le sue connessioni internazionali; le stime oscillano tra le settemila e le undicimila minori coinvolte, soltanto in Italia. Una moltitudine di adolescenti, disseminate nelle nostre indifferenti città, vittime della miseria, della violenza criminale e di forme di oppressione che ricordano, forse in peggio, le antiche schiavitù.


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