31 marzo 2016

Il ritorno dell’eroina

Naturalmente il prezzo influisce fortemente sulle scelte: mentre i costi del consumo di cocaina si impennano, in proporzione diventa più conveniente rivolgersi all’eroina. In assenza di azioni efficaci di contrasto, molti giovani si stanno avvicinando, senza alcuna consapevolezza dei rischi, al mercato dell’eroina, una droga che non mette più paura. Secondo una recente ricerca del CNR, 31.000 adolescenti italiani hanno assunto eroina almeno una volta nel corso del 2015; sono addirittura 9000 i giovanissimi che ne fanno un uso continuato. Dati allarmanti che rappresentano un’inversione di tendenza ormai consolidata: tra gli under 35 nel 2015 hanno assunto eroina 300.000 giovani, il triplo rispetto al 2011. È soprattutto cambiato il modo di consumare questa sostanza, che spesso viene fumata miscelata con l’hashish o sniffata, modalità che inducono spesso alla sottovalutazione dei pericoli dell’assuefazione e dei rischi per la salute. L’immagine dell’eroina non è gravata tra i giovanissimi dal peso dei lutti degli anni passati, dal rito della siringa, dalla condizione di emarginazione che sembrava marchiarla. L’eroina si è rifatta il look e si presenta sotto vesti più accattivanti, meno minacciose. Anche lo spaccio è cambiato, non è più monopolio delle grandi associazioni criminali; inoltre la vendita dell’eroina contamina spesso il mercato di altre sostanze illegali meno nocive, producendo un effetto di normalizzazione del prodotto, che rassicura i consumatori. Ma gli effetti non cambiano. Infatti, la percentuale di coloro che consumano abitualmente rispetto a coloro che si limitano a “provare” è piuttosto alta, confermando una fidelizzazione precoce e una dipendenza da cui è difficile poi sottrarsi. La prima contromisura che gli esperti suggeriscono è una campagna di informazione che coinvolga capillarmente soprattutto i giovanissimi, visto che il primo contatto avviene anche a quattordici anni.

 


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