10 agosto 2021

L’Italia dei record, 40 medaglie: da Tokyo 2020 verso Parigi 2024

 

La fiamma di Olimpia si è spenta a Tokyo con una cerimonia toccante e suggestiva in uno stadio senza pubblico; ma è ancora calda e luminosa nei nostri occhi quando il testimone passa alla capitale francese in festa per l’attesa. Come da tradizione, lo spegnimento del braciere olimpico segna, assieme allo scambio della bandiera olimpica, il passaggio simbolico di consegne alla prossima Olimpiade anticipato dal messaggio di congedo di Thomas Bach: «I Giochi di Tokyo sono stati i giochi della speranza, della solidarietà e della pace. Ci avete ispirati con questa unione di forza dello sport, siete i migliori atleti del mondo, avete potuto realizzare il vostro sogno anche perché il Giappone lo ha reso possibile e voi, popolo del Giappone, dovete essere orgogliosi. Grazie Tokyo, grazie Giappone. Ce l’abbiamo fatta, insieme».

La sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, ha ricevuto, proprio ieri, il testimone, un passaggio di bandiera importante per la socialista pronta a candidarsi alle prossime presidenziali francesi. Come Macron che, contemporaneamente, dalla Torre Eiffel, in videocollegamento, festeggiava e rilanciava l’immagine di Parigi nel mondo tra tifosi e sportivi in festa.

Cala, così, il sipario sull’Olimpiade Tokyo 2020, giocata nel 2021 a causa del rinvio per la pandemia da Covid-19. Unica edizione della storia in anno dispari, la numero 32, l’unica rinviata di un anno, giocata dopo 5 anni e in anticipo di soli 3 rispetto all’edizione successiva. L’appuntamento con la magia dei 5 cerchi è tra meno di 3 anni, il braciere olimpico giapponese si è spento per riaccendersi in Francia con una speranza che accomuna tutto il mondo, quella di ritrovarsi definitivamente fuori dall’incubo pandemia.

Come dimenticare il dibattito duro e sofferto seguito allo scoppio della pandemia riguardante gli stop e le ripartenze dello sport?

I più importanti eventi sportivi del mondo sono stati rimandati ‒ se non addirittura annullati ‒ in seguito a decisioni dolorose e spesso contraddittorie. E le Olimpiadi di Tokyo 2020 non sono rimaste immuni dagli effetti del Covid-19 che ha provocato lo spegnimento della fiamma olimpica prima ancora della sua accensione. Una decisione presa tra il primo ministro Shinzo Abe e il presidente del Comitato olimpico internazionale (CIO). La fiaccola olimpica che sarebbe dovuta partire da Fukushima nel 2020 si è riaccesa nel 2021, tra entusiasmi, polemiche, proteste e paure. Un rinvio non facile, che ha rappresentato una novità assoluta nella storia delle Olimpiadi moderne. Tanto che, subito dopo, il 23 giugno, si è celebrato un inedito Olympic Day per ricordare la ricorrenza della fondazione del Comitato olimpico internazionale con gli atleti di tutto il mondo che, in contemporanea, hanno dato vita ad una diretta social per lanciare un messaggio di speranza e per preparare i Giochi Olimpici rinviati come un momento di solidarietà e resilienza dell’umanità.

Un’Olimpiade che sarà ricordata come quella del Covid e che, nel confronto geopolitico del XXI secolo, conferma il primato degli USA (sebbene di misura) sulla Cina, ma che entra di diritto anche nella storia dello sport italiano. L’Italia lascia il Giappone con un bottino ricco, carico di record e di medaglie, 40 in totale (10 ori, 10 argenti, 20 bronzi). Il motto Olimpico è stato seguito alla lettera: più veloci (Marcell Jacobs ne è il simbolo), più in alto (come Jimbo Tamberi) e più forti (Tokyo 2020 è la migliore edizione dei Giochi per i colori azzurri che si confermano nella top ten dello sport mondiale e al settimo posto per numero di podi, primi tra i Paesi dell’Unione Europea).

«Nell’Olimpiade dei record ‒ sottolinea una nota del CONI ‒ il Paese ha accompagnato in Giappone ben 384 atleti andati a medaglia ogni giorno, non era mai accaduto prima. L’Italia, protagonista su tutti i campi, ha conquistato medaglie in 19 differenti discipline».

All’Olympic Stadium la cerimonia di chiusura si è svolta a porte chiuse, così come quella di apertura, ma in mondovisione ed ha emozionato, forse anche di più. A portare il nostro Tricolore è stato l’atleta di punta dell’Italia Team, l’uomo più veloce del mondo, due volte campione olimpico, nei 100 metri e nella staffetta 4x100, Marcell Jacobs. Con lui il resto della squadra olimpica ancora in Giappone. A sfilare anche Federica Pellegrini, neoeletta (dopo i suoi ennesimi record, le sue ultime gare e l’annuncio del suo ritiro proprio a Tokyo) in Commissione atleti CIO proprio durante questa edizione dei Giochi, una vittoria che riporta il Paese all’interno della Commissione. Era accaduto solo con Manuela Di Centa.

L’Italia saluta Tokyo 2020 con l’analisi ufficiale di 17 giorni di emozioni comunicata dal presidente del CONI, Giovanni Malagò: «Superate Los Angeles ’32 e Roma ’60. È un’Italia multietnica e integrata, con atleti provenienti da tutte le Regioni d’Italia e nati in tutti e 5 i continenti. Bisogna accelerare le procedure per riconoscere la cittadinanza italiana agli atleti che ne hanno diritto».

«Abbiamo conquistato 12 medaglie in più di Rio ‒ ha proseguito il presidente ‒ i 19 medagliati d’oro sono il numero più alto da Atene 2004. I medagliati totali sono 66 per un totale di 73 podi. Sedici le regioni a medaglia contro le 15 del 2016: la Lombardia quella più titolata, 16, seguita dal Veneto con 7, le Regioni che si stanno preparando a ospitare i Giochi del 2026. La città con più atleti sul podio è stata Roma, con 5, seguita da Napoli, con 4. Il più giovane medagliato è stato Burdisso (non ancora ventenne), il più longevo Aldo Montano (42 anni)».

E poi, ancora: «Negli impianti vuoti siamo riusciti a far sventolare il tricolore. Un’Olimpiade atipica, ma clamorosamente vinta, dal CIO, dal Comitato Organizzatore e dal Governo giapponese. Covid, allenamenti rivisitati, mancanza di pubblico: troppe variabili, era difficile centrare i pronostici. Per noi sono state le Olimpiadi migliori di sempre. Abbiamo reso felice un Paese. Lo testimonia lo share televisivo mostruoso e la grande copertura mediatica. Questa squadra del CONI è molto competente, ci ha messo passione e orgoglio per il Comitato Olimpico che rappresentiamo. Andremo il 23 al Quirinale per onorare l’invito del Presidente della Repubblica». Il primo a complimentarsi col numero uno del CONI è stato proprio Sergio Mattarella: «Siete stati bravissimi. Sono orgoglioso di voi, vi aspetto al Quirinale». Anche il presidente Draghi sta studiando un incontro a cena con la delegazione.

Queste Olimpiadi lasciano alle istituzioni politiche e sportive anche un altro messaggio. Da un’analisi del Corriere della sera che ha pubblicato una mappa dei centri chiave dello sport italiano viene fuori, infatti, un’Italia a due velocità, con il Centro-Nord organizzato e attrezzato molto meglio rispetto al Sud del Paese. Dunque, bisogna puntare meglio e di più sullo sport di territorio, sugli sport considerati erroneamente minori, quelli che entrano quotidianamente nella vita delle persone e poi ci portano le medaglie che fanno emozionare.

Per riprogettare il futuro partendo dagli straordinari risultati di Tokyo occorrono progetti e finanziamenti che rimettano in campo le politiche per lo sport inteso come un insieme di valori positivi, quello che in Grecia assunse le caratteristiche di un fenomeno di larga diffusione, che ha dato vita a quei Giochi Olimpici per cui la conquista delle vittorie olimpiche consacrava, insieme con il vincitore della competizione, la città da cui lo sportivo proveniva.

In questa direzione appare necessaria una “Dimensione europea dello sport”, concetto già introdotto dall’Unione Europea (UE), ma mai efficacemente perseguito, che dovrebbe favorire il raggiungimento di obiettivi come la tutela dei minori e l’inclusione sociale, la lotta contro le partite truccate, il doping e la corruzione, la violenza ed il razzismo, l’innovazione dello sport nel rispetto della salute e dell’ambiente. L’UE ha competenze specifiche nello sport, dunque può svolgere azioni tese a sostenere o completare quelle degli Stati membri.

Le scuole aperte allo sport sono una condizione essenziale, con pomeriggi sportivi, corsi gratuiti per gli studenti, con kit di attrezzature tecniche e di sicurezza disponibili per tutti, con percorsi insieme a testimonial sportivi, tecnici federali, campioni di “fair play”, protagonisti di eventi sul territorio con l’obiettivo di diffondere il gioco corretto.

Promuovere la concreta, libera e uguale partecipazione femminile nello sport è una priorità assoluta. Non bisogna nascondere che solo sulla carta le donne possono praticare tutti gli sport ai massimi livelli agonistici, un diritto fondamentale che, purtroppo, risulta ancora più formale che sostanziale, perché esiste una grande disparità tra uomini e donne sia nell’accesso alle discipline sportive, sia per le opportunità economiche e sociali, sia in materia di notorietà e di sostegni all’attività sportiva.

Per dare vita concretamente alla “Dimensione europea dello sport” occorre che lo sport sia davvero accessibile a tutti. Proviamo a chiederci chi sono i giovani o quali sono le famiglie che possono permettersi il lusso di partecipare da spettatori ad un importante torneo sportivo.

Non abbiamo ovviamente riferimenti per i Giochi di Tokyo che si sono svolti a porte chiuse, ma un approfondimento di Panorama dei penultimi Giochi ci ricorda che «Assistere alla cerimonia d’apertura di Rio 2016 è costato poco più di 1.500 euro; 400 per ammirare dalla prima fila la leggenda Usain Bolt o il Dream Team del basket americano, 300 la finale di calcio maschile, 200 le gare finali di tennis. Mentre quattro anni prima, la cerimonia d’apertura di Londra è arrivata a costare oltre 2.500 euro, più di 500 euro la finale di basket». Prezzi inaccessibili ai più che ci impongono di intervenire in vista di Parigi 2024.

Per fare in modo allora che i grandi eventi sportivi non si rivolgano solo ad una ricca élite, occorre dare una possibilità concreta agli studenti e alle famiglie di conoscere realmente da vicino tutti i più grandi eventi sportivi mondiali da intendere come un’opportunità per celebrare le prestazioni, i valori e i benefici dello sport, insieme alla sua gestione sana e alla buona governance. Per puntare a questi obiettivi servono politiche che inducano gli organizzatori a calmierare i prezzi dei biglietti. E bisogna indirizzare progetti europei per sostenere programmi transnazionali per supportare lo sport pulito, diffondendo le buone pratiche, anche scommettendo sulla dimensione economica e occupazionale degli sport, favorendo un nuovo rapporto con la società, con l’ambizione di incoraggiare l’attività fisica per tutti, permettendo ai giovani di studiare anche la pratica sportiva con scambi tra Paesi dell’Unione Europea.

Lo sport è uno strumento fondamentale in un percorso che consente di parlare alle nuove generazioni, un modo per allargare i confini. I Comuni e le Regioni sono chiamati ad assumere un ruolo di primo piano per supportare il più possibile le attività di promozione sportiva. Bisogna saper guardare alle buone prassi di molti Paesi europei che, investendo sullo sport, hanno attuato una efficace politica di prevenzione, diminuendo la spesa sanitaria e contenendo problematiche sociali. Lo sport, se inteso come valore costituzionale, deve essere accessibile per tutti e in tutte le direzioni: il sostegno delle politiche della donazione e del trapianto, della salute e del benessere, dello sport come prevenzione e come messaggio culturale, non può essere delegato solo a chi vive il problema sulla propria pelle, alle proprie famiglie o ai volontari.

Il conto alla rovescia è cominciato. Le Olimpiadi Tokyo 2020 hanno indicato la strada. Presto sapremo se il tema della salute sarà considerato, come nel recente passato, ancora in termini emergenziali o se, invece, sia diventato un argomento fondamentale con l’obiettivo di avere un mondo davvero migliore che faccia della prevenzione e del welfare, dell’eguaglianza e dei diritti, dell’integrazione nello sport, il suo faro. I Giochi Paralimpici, in programma dal 24 agosto al 5 settembre, partono già con un record di partecipazione (113 atleti), la più ampia di sempre e la delegazione femminile (61 con portabandiera Beatrice Vio) per la prima volta supera quella maschile, confermando un percorso irreversibile.

Au revoir Tokyo 2020, bonjour Paris 2024

 

Immagine: Cerimonia di consegna della fiamma olimpica per i Giochi Olimpici estivi di Tokyo 2020 allo stadio panatenaico Kallimarmaro, Atene, Grecia (19 marzo 2020). Crediti: Ververidis Vasilis / Shutterstock.com

© Istituto della Enciclopedia Italiana - Riproduzione riservata

0