18 settembre 2018

L’India abolisce il reato di omosessualità. Cosa accade altrove?

In India si è a lungo esultato per le strade: dalla capitale Nuova Delhi fino a Bangalore nella zona meridionale del Paese, hanno fatto festa gli attivisti per i diritti civili, le associazioni e, più in generale, la comunità gay per celebrare l’abrogazione dell’articolo 377 del Codice penale – una legge risalente al 1861, quando il Paese era ancora sotto il dominio britannico – che definiva i rapporti non eterosessuali «contro l’ordine naturale» e li puniva con una multa e con una pena detentiva fino a 10 anni.

Si è trattato di una decisione lungamente attesa, giunta dopo una faticosa battaglia. Già nel 2009 l’Alta Corte di Delhi aveva dichiarato incostituzionale quell’articolo, stabilendo che il sesso in un luogo privato tra due adulti omosessuali consenzienti non potesse costituire reato; ma qualche anno dopo, nel 2013, la Corte suprema indiana ne aveva annullato la pronuncia. Il presidente della Corte, Dipak Misra, ha commentato il verdetto affermando che «criminalizzare l’omosessualità è irrazionale e indifendibile» e anche l’Unione Europea ha accolto con favore la notizia.

Tuttavia, sebbene continui a crescere il numero di Paesi che riconoscono le unioni tra persone dello stesso sesso, e in alcuni di questi sia possibile per le coppie omosessuali accedere anche alle pratiche dell’adozione, si tratta comunque di una minoranza, con alcuni continenti quasi del tutto assenti: è il caso dell’Asia, dell’Africa (eccetto il Sud Africa), e dell’Oceania (eccetto la Nuova Zelanda). Nella minoranza dei Paesi più ‘tolleranti’, 23 sono quelli che riconoscono il matrimonio, tra cui, in ultimo, alcuni statunitensi, la Finlandia e l’Estonia; 28 quelli che riconoscono le unioni civili, tra cui l’Italia. Per quanto concerne, invece, l’adozione 26 sono i Paesi che la riconoscono anche alle coppie dello stesso sesso (le decisioni più recenti in tal senso sono quelle di Austria, Finlandia ed Australia); altri 26 Paesi riconoscono, invece, la sola adozione del figlio del partner: in Italia non è possibile neanche questo, sebbene numerose siano state nell’ultimo periodo le sentenze a favore.

Nonostante questi dati possano far pensare che molto è stato fatto in tema di uguaglianza e parità di diritti, la situazione è in realtà molto difficile: anche se in calo, sono ancora circa 70 i Paesi in tutto il mondo in cui l’omosessualità è reato punibile con pene che, in alcuni casi, superano i 10 anni di detenzione; a essere punita è soprattutto l’omosessualità maschile.

Secondo i dati forniti nel 2017 dall’ultimo rapporto ILGA (International Lesbian and Gay Association), che unisce oltre 400 gruppi omosessuali e lesbici in tutto il mondo, ben 13 Paesi, riconosciuti dall’ONU, e che si trovano tutti tra Medio Oriente e Africa, prevedono la pena di morte: e se in 5 di essi negli ultimi anni non è stata mai applicata, in favore di pene di altro tipo, in 8 è invece tuttora applicata. Retaggio di antiche leggi mai abolite, legata in alcuni Paesi islamici all’applicazione della sharia, ‘semplicemente’ multata oppure punita col carcere e con la morte, la criminalizzazione dell’omosessualità rimane pratica diffusa in un mondo che tiene a professarsi da più parti evoluto e civile.


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