19 gennaio 2015

L’incerto monopolio della forza

Il monopolio statale della forza è stato un processo che si è affermato attraverso i secoli e ha rappresentato, con difficoltà e aporie, uno dei pilastri della modernità; il suo declino nella nostra epoca appare una tendenza di medio periodo sui cui esiti non è facile indagare. Il primato dello Stato è messo in discussione in prima istanza dalla debolezza dei singoli Stati minacciati dal fondamentalismo armato o da altre insorgenze militarizzate, sollevate da minoranze che non si sentono rappresentate;

oppure è minato in ampie regioni dalla criminalità organizzata che controlla e gestisce il territorio per i propri fini. I territori amministrati dall’Is da un lato e il caso messicano dall’altro illustrano tendenze diffuse. Messo in discussione nella sue fondamentali funzioni, lo Stato in qualche modo le delega: una delle conseguenze più evidenti è la prevalenza nella gestione delle principali crisi attuali di organizzazioni sovranazionali, spesso a carattere regionale (ECOWAS, Gulf Cooperation Council, NATO, Unione africana). Secondo molti osservatori, in alcune aree questa gestione sovranazionale ha inciso positivamente sulla sicurezza dei cittadini coinvolti e sulla loro possibilità di esercitare i propri diritti. L’intervento però tenta di riparare una lacuna: infatti l’indebolimento dallo Stato e l’emergere di un dualismo di poteri che infrange il monopolio della forza hanno una ricaduta spesso negativa sulla sicurezza e sulla libertà delle persone. Naturalmente l’analisi delle singole situazioni presenta aspetti anche molto differenti, ma sono molte le situazioni critiche che evidenziano la difficoltà strategica dell’istituzione statale nell’esercizio esclusivo della forza. Un sintomo molto importante è peraltro dato dal diffondersi dei PMC (Private Military Contractors), il cui ruolo crescente nelle attuali aree di crisi e nei principali scenari di guerra collide con l’assenza di orizzonti giuridici certi e condivisi. Appaltare una funzione di questa importanza a realtà private espone a rischi di cui è difficile segnare i confini; sicuramente questa tendenza è un sintomo importante della decadenza dello Stato in alcune funzioni fondamentali.