22 marzo 2022

La Giornata mondiale dell’acqua in un pianeta assetato

Si celebra oggi 22 marzo la trentesima Giornata mondiale dell’acqua, istituita con lungimiranza dalle Nazioni Unite nel 1992, quando la situazione, ancora meno critica di adesso, già mostrava chiaramente che la disponibilità di questa risorsa indispensabile sarebbe stata un tema sempre meno eludibile. E se non fosse che, comprensibilmente, l’attenzione è ora puntata sull’emergenza della crisi tra Russia e Ucraina probabilmente la ricorrenza avrebbe ottenuto maggiore spazio sui media. Perché anche questa è di fatto un’emergenza, sottovalutata spesso, ma una delle più gravi. Un’emergenza che non conosce confini, come la pandemia, con effetti di rimbalzo da un emisfero all’altro, con conseguenze e ricadute a domino in diversi ambiti, in parte ancora imprevedibili. Il tema di quest’anno sono le acque di falda, le acque sotterranee, un “tesoro nascosto” sempre più a rischio di un inquinamento irreversibile. Ma la contaminazione delle falde è solo uno dei fattori di altissima preoccupazione: l’impennata demografica degli ultimi decenni lascia presagire ulteriori aumenti fino a prospettare nel 2050 una popolazione mondiale di 10 miliardi, un processo che insieme all’evoluzione del cambiamento climatico e delle sue nefaste conseguenze sulla disponibilità idrica, evoca scenari preoccupanti, ma forse non ancora abbastanza perché si prendano provvedimenti efficaci.

Istintivamente si è portati a pensare all’emergenza acqua legata alla desertificazione, favorita e accelerata dal surriscaldamento del pianeta, e a considerarlo un problema lontano, relativo all’Africa o delle steppe asiatiche, ma non è più così da tempo: in Spagna sta diventando un tema ‘caldo’, è proprio il caso di dirlo, nella regione della Murcia e nella comunità valenciana. Inevitabile, anche per i non esperti, immaginare le conseguenze del degrado della terra coltivabile a livello globale, le possibili crisi alimentari e di conseguenza, migratorie. Problemi che riguarderanno tutti, direttamente o indirettamente.

Ma l’acqua, ancora per via dei cambiamenti climatici, è anche protagonista di fenomeni meteorologici estremi, con conseguenze devastanti su persone e strutture: la violenza degli eventi ormai tocca senza distinzioni Paesi e popolazioni di ogni latitudine: nel luglio 2021 una gravissima alluvione ha causato 180 morti in Germania, un Paese che rappresenta nell’immaginario collettivo un esempio di efficienza e organizzazione, e che tuttavia poco ha potuto fare per pararne i colpi. Una volta alterato un equilibrio le conseguenze ricadono a caso, dovunque, senza distinzioni, senza privilegi.

Su questo tema Treccani ha pubblicato numerosi approfondimenti, seguendone le dinamiche a livello mondiale, indagando sui possibili interventi da mettere in atto nella situazione attuale e sulle prospettive future. Uno sguardo attento sulla situazione e sulla necessità di un cambio di passo, soprattutto in agricoltura e nella lotta agli sprechi, è stato fornito da Marco Brando in L’acqua, risorsa sempre più scarsa e da preservare; Luca Lucentini si è soffermato sugli aspetti sanitari legati allo sviluppo in Salute, ambiente, clima, sviluppo: in una parola, acqua, mentre sulle ‘guerre per l’acqua’ e sui conflitti ingenerati dalla necessità di assicurarsi forniture idriche hanno proposto un’attenta disamina Edoardo Borgomeo in La grande sete e le guerre per l’oro blu e Michela Mercuri in Conflitti del futuro, guerre per l’acqua.

 

Crediti immagine: Guando Andelei [Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-NC-ND 2.0)], attraverso www.flickr.com