25 giugno 2012

La monumentale opera The Orbit fa discutere

Quando il 12 agosto si concluderanno i Giochi Olimpici a Londra, la città si scoprirà diversa, trasformata dall’evento, che sta lasciando profonde tracce nel suo territorio. La più visibile, che modifica lo skyline londinese, è senz’altro The Orbit, The Eye-full Tower, un’altezza di 115 metri, elevata accanto allo stadio e all'Aquatics Centre. The Orbit è un’opera monumentale realizzata su un progetto del celebre scultore Anish Kapoor e dello strutturista Cecil Balmond: un imponente reticolo di materiali e di rossi tubi di acciaio, una massa contorta e inquieta di irragionevoli forme, che ha suscitato apprezzamenti ma anche critiche feroci e ironie, sorte comune con la parigina Tour Eiffel, con cui presenta molte analogie. Ci si chiede inoltre quale sarà il destino della torre dopo le Olimpiadi, anche in considerazione del mesto presente del Millenium Dome, declassato a reperto di archeologia postmoderna. Ma in generale, l’idea che ha attraversato tutti i progetti dedicati alle Olimpiadi, è stata proprio l’attenzione al futuro della città e la sostenibilità: l'impegno a riqualificare la periferia orientale di Londra tramite la creazione di un nuovo quartiere a destinazione mista che rispondesse anche al diffuso bisogno di nuove abitazioni, è stato parte integrante dei progetti architettonici legati alle Olimpiadi. Infatti la parte più cospicua degli interventi si concentra sull’East Est di Londra, nei pressi di Stratford, in un’area che ha presentato parecchie problematiche sociali e urbane anche in un recente passato. L'obiettivo, grazie a sedi riciclabili ed ecologicamente compatibili, è realizzare le modifiche subito dopo la conclusione dei Giochi. Questa attenzione alle esigenze di lungo periodo si è sviluppata anche sulla base di precedenti negative esperienze, che avevano innestato nel corpo delle città ospitanti realtà estranee e ingombranti.


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