21 dicembre 2020

La variante Covid-19 si diffonde nel Regno Unito: casi anche in Italia

La variante di Covid-19 che si sta diffondendo nel Regno Unito preoccupa l’Organizzazione mondiale della sanità; si è verificato infatti un rapido incremento dei contagi che porta a ipotizzare che questa mutazione del virus provochi una diffusione più veloce. Il ministro alla Sanità britannico, Matt Hancock, ha dichiarato: «Abbiamo agito con decisione e molto rapidamente. Purtroppo la nuova variante è fuori controllo. Dobbiamo metterla sotto controllo». Questa situazione ha indotto l’Italia e molti Paesi europei a sospendere i voli con il Regno Unito; gli Stati Uniti invece, almeno per ora, non hanno preso provvedimenti analoghi.

Nonostante le precauzioni, la variante si è già presentata in Danimarca, Paesi Bassi, Danimarca e Italia e non si esclude la sua presenza negli Stati Uniti. Una donna italiana, su cui è stato riscontrato il genoma del virus Sars-CoV-2 con la cosiddetta variante britannica, è stata ricoverata a Roma insieme a un convivente, rientrato da pochi giorni dal Regno Unito. Il genoma della variante è stato sequenziato presso il Dipartimento scientifico del Policlinico militare del Celio. Il timore di un incremento complessivo dei contagi è reale: nel Regno Unito domenica 20 dicembre sono stati certificati 35.928 nuovi contagi, il numero più alto dall’inizio della pandemia, con un incremento del 50% in una settimana. Se questa rapidità nella diffusione del contagio venisse confermata e si allargasse ad altri Paesi, si aprirebbe una nuova fase nel contrasto alla pandemia. Gli esperti però sono in gran parte concordi sul fatto che non ci sono invece riscontri per affermare che la variante comporti sintomi più gravi e un incremento della letalità; soprattutto, ritengono che i vaccini finora sperimentati manterranno la loro efficacia.

Complessivamente la pandemia sembra ben lontana dall’essere superata; i casi totali hanno superato i 76 milioni, con picchi molto elevati negli Stati Uniti, in India e in Brasile. Anche l’Europa è stata duramente colpita; la Francia ha registrato finora 2.529.756 casi, il Regno Unito 2.046.161, l’Italia 1.953.185, la Spagna 1.797.236, la Germania 1.514.962, la Polonia 1.202.700. Il numero più elevato di decessi causati dal Covid-19 invece ha colpito l’Italia, con 68.799; molte vittime della pandemia anche nel Regno Unito (67.503), in Francia (60.665), in Spagna (48.926). Dati drammatici ma anche, in proporzione alla popolazione, meno elevati per la Germania (26.400) e la Polonia (25.397).

In questa situazione già difficile, l’Unione Europea sta cercando di affrontare unitariamente i rischi connessi alla nuova variante; nella mattinata del 21 dicembre ci sarà una consultazione tra gli Stati membri per decidere ulteriori misure complessive, relative probabilmente agli spostamenti e ai contatti fra Paesi. Dal punto di vista delle precauzioni a cui devono attenersi i singoli cittadini per il contrasto alla pandemia, non dovrebbero emergere novità di rilievo.

 

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Immagine: Cartello con indicazioni sul distanziamento sociale per il Covid-19, Bradford, Regno Unito. Crediti: da www.pikist.com

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