16 marzo 2020

Le mille iniziative della solidarietà digitale

Le crisi favoriscono le innovazioni, i cambiamenti anche profondi del nostro modo di agire e di pensare, trasformano la nostra vita quotidiana. Cambiamenti che spesso sono positivi e sorprendono le persone proprio perché le crisi non le desideriamo affatto e ci feriscono; è difficile uscirne tutti insieme, in quanto, come sta succedendo per il Covid-19, causano delle perdite che non ammettono compensazioni. Anche oggi il pensiero delle vittime è inevitabilmente al centro dei pensieri. Nondimeno può essere utile in un momento difficile per la nostra comunità, valorizzare, in modo laico e quindi non consolatorio, alcuni processi innovativi dentro i quali l’attuale epidemia, che tutti naturalmente avremmo evitato, decisamente ci sospinge. Un aspetto importante è il ripensare la solidarietà; nell’atmosfera surreale che avvolge le nostre vite, è a un tempo più facile e più difficile esprimere solidarietà. Più facile perché sotto attacco siano noi e non l’altro, il diverso da noi, ed è quindi spontaneo stringerci a coorte. Più difficile perché la paura può generare insieme all’ansia anche l’egoismo, attenzione a sé e distrazione dal pericolo e dalla paura altrui. Si sono verificati proprio in questi giorni atti estremi di altruismo e abnegazione per la comunità e azioni di sciacallaggio e prevaricazione.

L’altro aspetto su cui misuriamo la vigenza di un cambiamento è quello delle potenzialità della rete, dell’uso dei social, e in generale di tutte forme di contatto a distanza. Per anni se ne è largamente biasimato l’abuso, nell’esaltazione del sano contatto fisico, del viso a viso, dell’esperienza diretta, cogliendo l’occasione per maledire, come d’abitudine nelle generazioni adulte, i modi di vivere dei più giovani; adesso con una sorta di astuzia della ragione informatica, l’epidemia rivaluta la comunità virtuale, il contatto ‘sano’, a distanza di sicurezza, la consolazione dell’abbraccio on-line, a molto più di un metro di distanza. L’ovvia potenzialità del mezzo si impone nell’emergenza sanitaria, diffonde le informazioni utili, prescrive i comportamenti, allevia la solitudine, e addirittura permette al sistema economico di non naufragare, ad alcune aziende di non chiudere, e alle scuole di continuare, con ogni mezzo necessario, il rapporto con gli studenti imprigionati nelle loro case. Imponendo infine un salto di qualità alle forme della didattica innovativa e paradossalmente avvicinando, nella lontananza fisica, la scuola al modo di vivere e di sentirsi vivi dei suoi alunni. Ma siamo ancora nel mondo dell’economia e della necessità.

L’epidemia apre invece però anche alla coniugazione dei due temi sollevati: solidarietà e nuovo utilizzo della rete. Parliamo dunque del proliferare della cosiddetta solidarietà digitale che ha assunto molteplici forme. Musei che aprono le loro sale, momentaneamente chiuse, a visite digitali, in modo da consentire una fruizione gratuita, sia pur parziale, di opere in tutto il mondo. Psicologi che offrono sostegno gratuito a distanza contro il panico e la depressione imposte dall’epidemia; lettura ad alta voce di romanzi classici e di novità, abbonamenti a riviste e giornali, fino a poter attingere allo straordinario patrimonio documentaristico dell’Istituto Luce. Molte aziende informatiche favoriscono con servizi gratuiti l’implementazione dello smart working, favorendo la selezione dei candidati, la verifica della prestazione, i sistemi di comunicazione e videoconferenza, le forme di cooperazione a distanza. Ai docenti delle scuole vengono forniti, per affrontare l’esperienza dell’insegnamento a distanza, strumenti tecnologici e materiali didattici integrativi. Molte le iniziative di formazione a distanza e in generale diffusa messa in rete di contenuti altrimenti a pagamento. Naturalmente, c’è un istinto di solidarietà che non può essere sminuito; al tempo stesso, molte aziende aderiscono scommettendo sul futuro, valorizzando l’occasione in cui ci si può far conoscere e rendersi utili. In pratica le opportunità per i cittadini e per le aziende non sono poche e sono ancor più apprezzate nell’estrema difficoltà del momento. La strada per uscire dall’emergenza è ancora lunga ed è diffusa la consapevolezza che superata la fase acuta dell’epidemia, niente sarà più come prima. Nelle nostre vite cambiate, segnate dal dolore per le perdite, dai disagi e dalle criticità dell’economia e dell’occupazione, ci sarà però forse anche il segno delle cose che avremo appreso in questo periodo, delle competenze e delle consapevolezze acquisite che nessuna calamità potrà più sottrarci.

 

 ALCUNI SUGGERIMENTI

 

Musei e mostre

Pinacoteca di Brera - Milano

Galleria degli Uffizi - Firenze

Musei Vaticani - Roma

Museo Archeologico - Atene

Prado - Madrid

Louvre - Parigi

British Museum - Londra

Metropolitan Museum - New York

Hermitage - San Pietroburgo

National Gallery of art - Washington

Archivio di Stato di Napoli

 

 Audiolibri

Letture Ad alta voce su RAI 3

 

Per ascoltare le radio di tutto il mondo

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