16 novembre 2022

Le nuove metamorfosi mafiose

La parola mafie la sentiremo e la leggeremo spesso nel corso del nuovo secolo. L’idea di criminalità organizzata che abbiamo nel nostro immaginario collettivo è mutata notevolmente negli ultimi dieci anni. Non si associa più solo al metodo mafioso classico. Si è venuta a creare una nuova rappresentazione molto più ampia che prescinde anche dai singoli reati spia. Le nuove mafie non sono più solo intimidazione, omertà, violenza. Sono diventate mercatistiche, tecnologiche, transnazionali e soprattutto invisibili. Usano il loro immenso potere economico per conseguire vantaggi personali sempre più spesso leciti. Il crimine organizzato si manifesta attualmente anche in forme apparentemente lecite. È proprio quest’ultima evoluzione che deve allarmarci poiché amplia notevolmente il potenziale criminogeno rispetto alle mafie del passato. Il rapporto fra criminalità organizzata e corruzione poi aggrava ancor di più la loro pervasività. Esiste tra loro un rapporto simbiotico, un binomio indissolubile. La connessione fra criminalità organizzata e corruzione è vitale per entrambi i sistemi criminali. Le nuove mafie utilizzano i metodi corruttivi per fare affari, ottenere impunità, pilotare i processi decisionali. La corruzione offre grandi occasioni di profitto in settori economici e finanziari molto redditizi. Consente di creare una rete di relazioni con la cosiddetta “area grigia” allo scopo di guadagnare legittimità, consenso e credibilità. È uno strumento con cui le mafie rafforzano il loro potere politico, economico e sociale. Sono divenute silenti, proprio perché corrompono.

Con le tangenti hanno conquistato Roma e gran parte dell’Italia centro-settentrionale. Raramente si trova una reazione sociale a questa nuova tipologia di criminalità organizzata. Per comprendere quest’apatia dobbiamo ricorre alle parole di Rita Atria, la giovane divenuta collaboratrice di giustizia con il sostegno di Paolo Borsellino: «Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c’è nel giro dei tuoi amici, la mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarci». La ribellione sociale e morale forse torneranno a rivivere se scompariranno collusioni, contiguità e complicità tra cittadini e mafie. Oggi, purtroppo, «il puzzo del compromesso morale» conviene a tante persone.

 

La moderna criminalità organizzata non ha più un ruolo subalterno o secondario nei confronti della politica. Ha la forza e la capacità di incidere anche su alcuni equilibri politici a  livello nazionale e transnazionale. L’immensa potenza economica delle mafie la rende così invasiva da poter mettere in crisi anche il Recovery fund europeo. L’eccessiva semplificazione, l’uso smodato del subappalto, il massimo ribasso, la mancanza di efficaci attività di controllo sono tutti fattori che favoriranno le infiltrazioni mafiose. Togliere i freni significa andare più veloci, ma può voler dire anche andare a sbattere. Perciò, in questo particolare momento storico, occorrerebbe evitare di usare strumenti di emergenza. Abbiamo già costatato come questa logica ha portato, e porterà, alla corruzione e alle infiltrazioni mafiose. Vanno rafforzati i meccanismi di controllo dal momento dell’erogazione dei fondi sino al compimento finale dell’opera. Per far presto si sta andando purtroppo in direzione opposta. In questo marasma generale le mafie hanno già costituito i loro “comitati d’affari” e ora attendono la torta da dividersi. Le nuove mafie si rivolgeranno alla politica, alla pubblica amministrazione, al mondo delle professioni. Sanno perfettamente chi è avvicinabile e chi no. Per questo hanno un fiuto infallibile. Ogni tipologia d’infiltrazione oggi avviene attraverso i circuiti e le reti della corruzione. Raramente è utilizzato il vecchio metodo violento. Le ingenti operazioni immobiliari, così come le grandi opere pubbliche favoriranno il nascere di questi comitati per fare grandi affari sottobanco. Occorrerà tenere sotto controllo alcuni indicatori di rischio criminalità organizzata, come ad esempio i passaggi di proprietà di aziende, imprese e attività commerciali. Ci sono alcuni strumenti da potenziare per ridurre al minimo il rischio della criminalità organizzata.

Ho presentato in qualità di consulente un piano operativo al presidente della commissione Bilancio del Parlamento europeo in cui si è evidenziato come la tracciabilità dei fondi erogati e la moneta elettronica nelle transazioni con la pubblica amministrazione possano essere un efficace strumento di controllo, e posto l’accento sull’importanza della massima trasparenza nelle decisioni che, di fatto, consentirebbe ai cittadini di operare una vera funzione di controllo civico. Il monitoraggio dell’opera, dall’erogazione dei fondi alla realizzazione finale sarebbe uno degli strumenti di controllo che eviterebbero la corruzione e le infiltrazioni mafiose.

Questi sono solo alcuni punti che potranno essere utili nei singoli Stati membri dell’Unione Europea per far fronte alle nuove metamorfosi mafiose degli ultimi anni.

 

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