14 dicembre 2017

Luci delle città

In Italia, dicembre è il mese del Natale. Strade, piazze, case, giardini e negozi si vestono di luci colorate, alberi addobbati, presepi e mercatini di Natale. Mai come a dicembre sacro e profano si mescolano e confondono, in un tripudio di effetti luminosi, ricorrenze religiose e infiniti richiami al consumismo più sfrenato. Le tradizionali luminarie e gli abeti adornati con bocce e festoni però non bastano più: gli allestimenti natalizi oggi sono diventati evento, show, efficace pretesto turistico e talvolta anche culturale. Da Nord a Sud, città grandi e piccole fanno a gara a chi sfavilla di più, in un crescendo luminoso che incontra quasi ovunque il favore di adulti e bambini.

La competizione è ferrea: si registrano entusiasmi alle stelle, critiche senza appello, perfino commenti feroci. Si pensi all’impietoso confronto tra gli alberi di Natale di Milano e Roma: la vitalità della prima risplende anche negli abeti di piazza Duomo e in Galleria, le cui accensioni sono diventate eventi di massa molto partecipati (e molto sponsorizzati); il periodo non proprio scintillante della capitale si riverbera invece nei commenti riservati all’abete di Piazza Venezia, impietosamente ribattezzato “lo Spelacchio”: centinaia di post sui social e numerosi articoli sui giornali ne parlano da giorni, a testimonianza di un fenomeno che appassiona davvero tutti. Se Roma ribatte con la solenne eleganza degli allestimenti in piazza San Pietro, al Colosseo e nelle vie del centro, Milano innova proponendo autentici spettacoli di videomapping musicale all’interno della Galleria, magie luminose sui Navigli e anche il tram natalizio, interamente rivestito di luci dorate, diventato ormai un simbolo della stagione prenatalizia meneghina.

Il fenomeno tuttavia riguarda l’Italia tutta: Genova accende il Bosco di Luci nei giardini di Brignole, Firenze illumina piazze e monumenti con il festival F-Light, grandi sfere luminose popolano le vie centrali di Udine. Trieste, pronta con gli allestimenti già a novembre, accoglie cittadini e turisti con raffinate scenografie di luci, colori e musica nel suo smisurato salotto in piazza Unità d’Italia. Suggestive proiezioni in movimento trasformano il centro di Como nella Città dei Balocchi; a Verona, l’archi-scultura di una stella cometa gigante atterra in piazza Bra illuminando l’arena; Torino e Salerno rinnovano il loro appuntamento annuale con le sofisticate installazioni della rassegna Luci d’Artista, avviata nel capoluogo piemontese addirittura nel 1998. Abeti riccamente illuminati si stagliano come maestosi coni di luce nelle piazze di Venezia, Matera, Bologna, Caserta, Reggio Calabria. Il più grande d’Italia (dicono del mondo) è quello realizzato sulle pendici del Monte Ingino a Gubbio, costituito da centinaia di sorgenti luminose. Ad Alberobello, il videomapping natalizio veste i bianchi trulli di vivaci colori in movimento, mentre l’ironia non risparmia le luminarie di Civitanova Marche, contraddistinte quest’anno da forme inusuali e davvero di dubbio gusto. Luci e abeti si accendono anche a L’Aquila, Norcia e Amatrice: segni tangibili di speranza e voglia di fare festa, nonostante le macerie e le vie ancora impraticabili in seguito ai danni causati dal terremoto.

Altro cult di successo, che non si spegne letteralmente mai, sono le fiere e i mercati di Natale: variopinte bancarelle arrivano nelle città e nei paesi secondo tradizioni che, in alcuni casi, risalgono addirittura all’epoca medievale. Da Palermo ad Aosta, da Napoli a Bolzano è tutto un pullulare di ninnoli, presepi, caldarroste, dolci natalizi. E luci, luci, luci.

In questo itinerario scintillante, va data menzione anche delle notevoli iniziative di aziende e singoli cittadini, che non vogliono davvero restare indietro. Un colosso della distribuzione di lusso ha trasformato le facciate dei suoi palazzi in eleganti cascate luminescenti; un megabrand del Made in Italy ha installato un maestoso abete di ghiaccio in una piazza torinese; centinaia di persone fanno la fila per ammirare le abbaglianti case di Babbo Natale a Melegnano e a Senorbì: due abitazioni private che per un mese diventano teatro di uno show luminoso, irretendo lo sguardo di grandi e piccini.

E luce sia. Tra effetti trash e raffinate geometrie, mai come quest’anno il fenomeno delle luminarie è oggetto di dibattito pubblico, budget comunali, ostentazione campanilistica. Chissà che incarni, oltre al desiderio di fare festa, anche significati altri e più profondi, come la volontà recondita di opporsi al buio della crisi, dell’oscurantismo integralista e delle tante paure che purtroppo incupiscono ogni giorno le cronache italiane e internazionali.


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