30 gennaio 2017

Nove studenti su dieci scelgono l’ora di religione

Approfondire il significato religioso e la religione cristiana in particolare, affrontare i problemi riguardanti il senso della vita, stabilire il rapporto tra lo studio e la propria esistenza, sviluppare uno spirito critico nei confronti della storia sono obiettivi importanti per ogni studente. Su queste basi quasi nove studenti su dieci (pari all’87,8%) della scuola italiana scelgono di avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica.

È quanto emerge dal rapporto Una disciplina alla prova. Quarta indagine sull'insegnamento della religione cattolica in Italia a trent'anni dalla revisione del Concordato, promosso dall'Istituto di sociologia della Pontificia università salesiana e dalla Conferenza episcopale italiana (pubblicato dalla Elledici), e condotto su circa 3 mila docenti e 20 mila studenti, appartenenti a scuole di ogni ordine e grado. Il dato è senza dubbio importante, seppur lievemente inferiore rispetto all’ultima rilevazione avvenuta in occasione dell’anno scolastico 1993-1994: al tempo gli studenti che avevano scelto di svolgere l’ora di religione erano il 93,5%.

Tra la fine degli anni ’80 e gli anni ’90 sull’ora di religione si sono scatenati dibattiti, anche a suon di sentenze giuridiche. Quando nel 1997 la Corte di Cassazione, ribadendo quanto stabilito dalla Corte Costituzionale nel 1991 e nel 1992, ha stabilito la non obbligatorietà dell'ora alternativa all'ora di religione nella scuola, molti si sono interrogati sulle possibili conseguenze, preoccupandosi che molti studenti avrebbero potuto sacrificare l’ora di religione per avere un’ora settimanale libera in più. Invece, quanto emerso dalla ricerca dimostra che gli studenti italiani sono attenti alla religione così come i loro colleghi europei. Nel resto d’Europa, infatti, non si assiste a una fuga dall'insegnamento religioso, in quanto le legislazioni prevedono in genere una pluralità di insegnamenti della religione o di altre materie a carattere etico e civico.

Dal punto di vista geografico il dato più alto viene registrato al sud, con il 98% di adesioni, mentre quello più basso al nord con l’82%. Le scuole dell'infanzia e delle medie registrano un dato del 90%, mentre in quelle superiori la percentuale scende all’82%. Chi ha scelto l’ora di religione motiva la decisione soprattutto perché è di religione cattolica. Inoltre, secondo gli insegnanti, il calo registrato negli ultimi anni è dovuto prevalentemente alla presenza di ragazzi stranieri di confessioni diverse.

Del resto, come afferma la Conferenza episcopale italiana, “l'insegnamento della religione è un'occasione culturale da non perdere”, e spiegandola con serietà e metodo può aprire al confronto con le altre religioni e aiutare a interpretare la storia e la cultura del nostro Paese, nella quale la fede cristiana ha svolto un ruolo decisivo.

 


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