11 dicembre 2014

Nuovi europei

L’Europa, nonostante le sue difficoltà, rappresenta un polo di attrazione per molte persone che provenendo da diverse aree del mondo cercano benessere, diritti, sicurezza. I percorsi attraverso cui queste migrazioni, anche interne all’Unione, producono l’acquisizione di una nuova cittadinanza sono un indice importante della capacità di integrazione da parte del Vecchio Continente.

 I nuovi cittadini europei, censiti da una ricerca Eurostat relativa al 2012, sono stati 818.000, e rappresentano pertanto una percentuale dell’0,16 % sulla popolazione complessiva, un dato che conferma una tendenza relativamente stabile negli ultimi anni. Più di settecentomila provengono da paesi extraeuropei, mentre novantaduemila sono frutto di “spostamenti” interni all’Unione. I Paesi di provenienza sono in primo luogo il Marocco (59.300), la Turchia (53.800), l’India (36.900), l’Ecuador (28.900) e l’Iraq (27.500), cinque Paesi che rappresentano il 25% del totale. I flussi di cittadinanza, che naturalmente corrispondono tendenzialmente ai flussi di migrazione, sono abbastanza omogenei: il 77% degli indiani acquisisce la cittadinanza britannica, il 62% dei turchi acquisisce quella  tedesca, addirittura il 94% degli ecuadoregni diventano cittadini spagnoli. Se i marocchini si orientano verso un novero più ampio di Paesi, tra cui prevalgono Italia e Francia, gli iracheni scelgono in maggioranza la Svezia. In questo complesso mosaico di flussi, legami, tradizioni in perenne mutamento, permangono la forza attrattiva e la capacità di integrazione della Gran Bretagna, soprattutto rispetto ai Paesi del Commonwealth, in primo luogo India, Pakistan e Nigeria. Sono infatti 193.000 i nuovi cittadini europei che scelgono la Gran Bretagna, quasi un quarto del totale, contro 114.600 della Germania (14%), 96.100 della Francia (11,7%), 94.100 (11,5%) della Spagna, 65.400 dell’Italia, circa 50.000 della “piccola” Svezia, che ha però in rapporto alla popolazione una delle percentuali più alte. L’Italia è sotto la media europea poiché i nuovi cittadini rappresentano lo 0,11% della popolazione contro lo 0,16%  europeo; molto al di sotto quindi dello 0,3% del Regno Unito, che si conferma il maggiore polo di attrazione. Le cose però stanno cambiando: sotto la spinta di forze populiste e xenofobe, la dolce Londra sarà probabilmente meno accogliente e l’arcobaleno dei suoi cittadini perderà forse qualche colore.


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