21 settembre 2020

Oltre 30 milioni di casi. L’andamento globale della pandemia

Da un punto di vista globale la pandemia da Covid-19 è ancora, dopo otto mesi circa dal primo allarme, in espansione. I contagiati nel mondo hanno superato i 30 milioni di casi mentre i morti sono stati finora 954.417. La pandemia ha coinvolto la maggior parte dei Paesi in tutti i continenti; in molte realtà, tra cui l’Italia, la fase più acuta sembra appartenere al passato, ma uno sguardo globale induce a pensare che il superamento effettivo dell’emergenza sanitaria sia ancora lontano. In Europa la pandemia ha fatto registrare 5.217.188 casi accertati e 229.967 morti e la tendenza attuale, pur molto differenziata fra nazione e nazione, appare estremamente preoccupante. Nell’occhio del ciclone soprattutto Spagna e Francia, che registrano rispettivamente 14.389 e 13.084 nuovi casi in un solo giorno; si tratta di dimensioni importanti, mai raggiunte in Italia neanche nelle settimane più difficili.

Le autorità stanno cercando di affrontare la diffusione del contagio con provvedimenti drastici ma cercando di evitare il lockdown totale su base nazionale; è probabile però che ne vengano attuati alcuni limitati alle aree più colpite, fra cui sicuramente c’è quella di Madrid, dove c’è anche un elevato numero di persone ricoverate in terapia intensiva.

Il governo inglese non esclude la possibilità di una nuova chiusura a livello nazionale, nonostante il numero giornaliero di nuovi contagi sia alto (quasi 5.000 casi) ma molto meno rispetto a Spagna e Francia. Situazioni preoccupanti anche in Bosnia Erzegovina, Macedonia, Montenegro, Romania, Repubblica Ceca e Ungheria; tassi di contagio più bassi, però in crescita rispetto all’estate, in Germania, Italia, Polonia e paesi scandinavi.

L’evoluzione della situazione europea è seguita con preoccupazione dall’Organizzazione mondiale della sanità, che rivela come la situazione attuale potrebbe portare a una nuova espansione significativa della pandemia.

A livello complessivo, il numero più elevato di contagi si è registrato finora negli Stati Uniti (6.792.075 con 199.481 morti), in India (5.400.619 casi con 86,752 vittime), Brasile (4.528.240 casi e 136.532 morti). Si tratta ovviamente di nazioni molto popolose dove la diffusione ha comunque raggiunto dimensioni allarmanti anche in proporzione al numero degli abitanti.

Tra i Paesi più grandi, è proprio la Cina, dove si è manifestato per la prima volta il Covid-19, in questo momento uno dei luoghi più liberi dal contagio; si registrano ormai pochi casi e tutti di importazione dall’estero.

Un Paese piccolo che invece sta affrontando una difficile evoluzione è Israele: più di 5.039 nuovi casi in 24 ore sono veramente tanti in una nazione che supera di poco i nove milioni di abitanti. Nel Paese è scattato un nuovo lockdown di tre settimane che però rischia di essere prolungato ulteriormente se non ci sarà un miglioramento.  

In questo quadro si inserisce l’Italia, dove domenica 20 settembre ci sono stati 1.587 nuovi casi che hanno portato il totale a 298.156, e 15 decessi (35.707 dall’inizio della pandemia). Una condizione che ci colloca per ora lontano dalle situazioni più critiche; la tendenza in crescita delle ultime settimane e la concomitanza con la riapertura in presenza delle scuole, devono però indurre a un’estrema attenzione nel rispetto delle norme e delle precauzioni, per tutelare la salute collettiva ma anche la difficile ripresa economica.  

 

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